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martedì 17 giugno 2008

Trading di volatilità: Straddle

Lo STRADDLE è una strategia utile quando ci aspettiamo un deciso movimento del titolo sottostante, ma non conosciamo la direzionalità. Un esempio tipico di questo contesto di mercato potrebbe essere costituito dal periodo antecedente al rilascio dei risultati economici da parte di una società, oppure di un particolare dato macroeconomico. In questo caso si prevede che il titolo potrebbe salire oppure scendere ma in modo intenso, in grado comunque di far guadagnare colui che avesse sviluppato questa strategia.
ll grafico sottostante è proprio uno STRADDLE costituito dal contemporaneo acquisto di una opzione CALL e PUT sullo stesso strike (6,80€ titolo ENEL) e con la medesima scadenza (19 Settembre 2008).

Esaminando la strategia a scadenza si nota come la posizione sia profittevole per prezzi del sottostante inferiori a 6,15€ oppure superiori a 7,45€.
Lo STRADDLE, affinché sia profittevole, richiede forti
variazioni del prezzo del sottostante ovvero un'elevata volatilità. Se si ritiene che tale variabile possa innalzarsi nel breve periodo può essere estremamente profittevole non aspettare la scadenza delle due Opzioni acquistate, ma liquidarle anzitempo.
Anche quì la volatilità implicita ricopre quindi un ruolo fondamentale, infatti VI bassa significa acquistare lo straddle ad un prezzo basso ed avere i BEP molto stretti (più stretti magari di 6,15 e 7,45 attuali), inoltre significa avere la possibilità di un innalzamento della stessa prima della scadenza.
Supponiamo che il giorno stesso dell'acquisto delle due, la volatilità di mercato salisse dell’1%, il valore di mercato della strategia aumenterebbe del 4,2%, pur ipotizzando l'immobilità del sottostante.
Lo STRADDLE però è una strategia molto esposta al trascorrere del tempo: con i valori attuali, al passare di un giorno, la strategia perderebbe, a parità di condizioni, lo 0,49%. Inoltre tale penalizzazione è in funzione della vita residua delle opzioni e ovviamente soggetta ad aumentare. E’ chiaro quindi che i fattori fondamentali, per uno straddle sono innanzitutto la notizia prossima di un evento riferito al titolo stesso che possa provocare una variazione del valore dell’azione di tipo considerevole, una bassa volatilità implicita delle opzioni in modo da sfruttarne l’innalzamento prima della scadenza (nella eventualità che invece il titolo non si muovesse) ed infine una scadenza lontana per mantenere un theta basso ed evitare perdita di valore delle opzioni rilevante a causa del tempo.

Alla prossima!

venerdì 23 maggio 2008

Trading di volatilità

Il titolo di questo post è leggermente fuorviante, infatti il trading di volatilità è un argomento abbastanza complesso; tuttavia ho scelto questo titolo perchè il trading con le opzioni, in qualunque modo si faccia è, a mio parere, trading di volatilità!
Dico questo perchè dopo gli ultimi due post sul delta edging, sul forum molte domande hanno interessato un aspetto fondamentale e cioè quanto, in quel caso, sia più importante prevedere dove andrà la volatilità che non dove andrà il mercato.
In effetti la cosa suona strana anche perchè fino ad oggi non eravamo abituati a ragionare in tal senso.
Pensiamoci un attimo. L'attività di trading di qualsivoglia strumento finanziario si basa su un principio molto semplice, comprare a poco e vendere a tanto o, comunque, ad un prezzo superiore a quello d'acquisto.
Questo è vero a prescindere da quale operazione si esegue prima (comprare e vendere).
Capire questo concetto elementare è molto semplice se pensiamo alle azioni, in questo caso bisogna tentare di capire quale sia la direzione del mercato e cercare di spuntare dei prezzi di acquisto/vendita che diano un profitto sufficiente (per noi).
Il prezzo è dato da chi partecipa il mercato e cioè tutti coloro che, acquistando e/o vendendo fanno aumentare o diminuire il prezzo del titolo.
Nel trading con le opzioni non è la stessa cosa, infatti il prezzo stesso è frutto di un insieme di variabili (strike, tempo a scadenza, tipo di opzione, etc.) la più importante delle quali è proprio la volatilità (implicita).
Il discorso è un pò lungo, per ora Vi lascio con un esempio:
Se compro una call, devo farlo ad un prezzo più basso possibile, non basta comprare e sperare che il sottostante si porti ad un valore tale da rendere l'opzione ITM per il semplice fatto che il valore dell'opzione incide anche sul BEP; più è alto il prezzo dell'opzione che acquisto, più il BEP si allontana, allontanando il punto in cui comincio a fare profitto (verificate).
Ma comprare ad un prezzo basso significa che la volatilità implicita è bassa e quindi, in un certo senso, sto facendo trading di volatilità. In questo modo, se anche il titolo non dovesse raggiungere il punto di pareggio ma la volatilità implicita si alzasse (per talune aspettative di mercato), potrei comunque andare in profitto.

A presto!

Daily Top 50 Calendar Spreads