Nel trading con le opzioni i time spreads sono, a mio parere, la via migliore per fare profitto.
Questo soprattutto perchè il rapporto tra il rendimento e il rischio è realmente molto elevato.
Trattando i vertical, per esempio, ci troviamo troppo spesso (per non dire sempre) a dover investire somme “ragguardevoli” per aver ragione di un risultato del 15 – 20% di profitto.
E’ vero che, impostati bene, sono trade che hanno una elevata probabilità di riuscita, ma è anche sempre vero che a volte non tutto va bene e solo utilizzando un corretto money management possiamo evitare di perdere il massimo.
Tutto si complica nei casi di elevata volatilità sul sottostante come è successo negli “ultimi” giorni di borsa dove tutti i supporti sono stati letteralmente spazzati via e le variazioni dei sottostanti hanno superato in molti casi il 20% del valore iniziale.
Detto questo sarebbe logico essere portati a pensare che i time spreads non siano certo delle strategie da adottare in queste fasi di mercato.
Io non la penso così.
Troppo spesso abbiamo sentito dire che un buon calendar, per esempio, deve essere impostato in previsione di un aumento di volatilità e dunque quando la volatilità delle opzioni è bassa. Ma deve essere proprio così?
Che dire del fatto che (sempre parlando del calendar) dovrebbe essere usato in condizioni di mercato neutral?
Non voglio fare il bastian contrario, sicuramente le condizioni ottimali sono quelle appena citate eppure ce n’è una che, secondo me, è in assoluto la più importante e che dimostra che, se impostiamo lo spread correttamente, un calendar, piuttosto che un diagonal o, meglio ancora un double diagonal siano strategie che possono essere utilizzate sempre.
Nel prossimo post approfondiremo il discorso, per ora pensiamo solo alla possibilità di avere dei BEP veramente molto molto larghi rispetto alla quotazione del sottostante.
A presto!
domenica 2 novembre 2008
lunedì 24 settembre 2007
Mercato Idem
Il mercato IDEM è il mercato italiano dei prodotti derivati, IDEM stà per ITALIAN DERIVATES MARKET, ed è nato nel Novembre 1994 con l'inizio della negoziazione per via telematica del contratto future sull'indice MIB30 cioè il FIB30.
Parleremo di questo mercato in particolare perchè è italiano, perchè è quello che utilizzeremo come riferimento per parlare di opzioni e perchè forse il fatto di riferirci a qualche cosa di cui abbiamo già sentito parlare (indice S&P/MIB, azioni come Alleanza, Capitalia, Generali) renderà un pò più facile la comprensione degli argomenti che tratteremo, considerando tuttavia il fatto che tutto è applicabile a qualsiasi mercato che tratti Opzioni.
Sull’IDEM sono negoziati contratti che per loro natura "derivano", e per questo sono chiamati derivati, il proprio valore da attività o strumenti sottostanti.
Al mercato IDEM sono trattate le opzioni sull’indice S&P/MIB, le opzioni sulle azioni italiane (Isoalfa), i futures e minifutures sull’indice S&P/MIB e i futures sui singoli titoli.
Le negoziazioni sul mercato IDEM avvengono per via telematica, attraverso un sistema elettronico che garantisce la rapida esecuzione degli ordini.
La liquidità è garantita dalla presenza di operatori market maker (di cui parleremo in seguito) che si impegnano ad esporre proposte in acquisto e in vendita per determinati quantitativi di contratti e sono quelli che, per certi versi, ci assicurano la possibilità di comprare e/o vendere.
Per garantire il buon fine dei contratti negoziati sul mercato IDEM, esiste la "Cassa di Compensazione e Garanzia" (CC&G che vedremo anch'essa in seguito) la quale si pone come garante e assume il ruolo di controparte di tutte le contrattazioni eseguite.
Di tutti i derivati che vengono negoziati all’IDEM a noi interessano l’opzione OS&P/MIB e le opzioni Isoalfa.
Parleremo di questo mercato in particolare perchè è italiano, perchè è quello che utilizzeremo come riferimento per parlare di opzioni e perchè forse il fatto di riferirci a qualche cosa di cui abbiamo già sentito parlare (indice S&P/MIB, azioni come Alleanza, Capitalia, Generali) renderà un pò più facile la comprensione degli argomenti che tratteremo, considerando tuttavia il fatto che tutto è applicabile a qualsiasi mercato che tratti Opzioni.
Sull’IDEM sono negoziati contratti che per loro natura "derivano", e per questo sono chiamati derivati, il proprio valore da attività o strumenti sottostanti.
Al mercato IDEM sono trattate le opzioni sull’indice S&P/MIB, le opzioni sulle azioni italiane (Isoalfa), i futures e minifutures sull’indice S&P/MIB e i futures sui singoli titoli.
Le negoziazioni sul mercato IDEM avvengono per via telematica, attraverso un sistema elettronico che garantisce la rapida esecuzione degli ordini.
La liquidità è garantita dalla presenza di operatori market maker (di cui parleremo in seguito) che si impegnano ad esporre proposte in acquisto e in vendita per determinati quantitativi di contratti e sono quelli che, per certi versi, ci assicurano la possibilità di comprare e/o vendere.
Per garantire il buon fine dei contratti negoziati sul mercato IDEM, esiste la "Cassa di Compensazione e Garanzia" (CC&G che vedremo anch'essa in seguito) la quale si pone come garante e assume il ruolo di controparte di tutte le contrattazioni eseguite.
Di tutti i derivati che vengono negoziati all’IDEM a noi interessano l’opzione OS&P/MIB e le opzioni Isoalfa.
lunedì 17 settembre 2007
Opzioni
E’ opinione diffusa che i prodotti derivati come i covered warrant o i futures siano strumenti molto difficili da comprendere e, per questo, molto rischiosi.
Le opzioni non fanno eccezione a questa idea e fino a poco tempo fa il loro utilizzo era relegato a poche persone in possesso del… sapere.
Questo mito è stato sfatato perché in realtà è dimostrato quanto siano strumenti estremamente versatili e, se ben preparati, sfruttabili forse meglio di qualsiasi altro strumento finanziario oggi esistente.
Le opzioni permettono di operare in borsa, almeno all'inizio, con un piccolo capitale, diciamo di 2000, 3000€. Andando avanti con metodo si potrà incrementare tale cifra fino a portarla ad un valore tale , e questo è l'obiettivo, da poter avere una rendita extra (per chi lavora e non vuole mollare) o, addirittura, come unica rendita finanziaria necessaria, come hanno fatto e fanno ancora oggi migliaia di persone nel mondo.
Il bello è che non è necessario stare davanti al computer continuamente, può bastare un'oretta al giorno, a vantaggio di buoni guadagni e, cosa che ritengo importantissima, senza stress.
Le opzioni sono strumenti derivati, come i future, i covered warrant, etc., cioè valori mobiliari derivati dalla contrattazione dei titoli sottostanti.
Per definizione sono dei contratti finanziari che danno il diritto, ma non il dovere, al compratore, appunto di comprare, nel caso di opzioni call, o di vendere, nel caso di opzioni put, una quantità determinata di una qualche attività finanziaria o reale sottostante ad un prezzo determinato, ad una data specifica (opzioni di tipo europeo) oppure entro una data specifica (opzioni di tipo americano).
Per attività finanziaria o reale si intende:
titoli azionari, titoli obbligazionari, indici azionari, futures, tassi di interesse, valute, energia, materie prime, merci, metalli preziosi, etc….
In Italia le opzioni sono trattate al mercato IDEM;
Diverse Banche oggi permettono l'operatività in opzioni mettendo a disposizioni piattaforme di trading avanzatissime;
Si può operare sul mercato italiano e/o su mercati esteri;
Si pagano delle commissioni variabili a seconda del broker o della banca alla quale ci si rivolge;
Per alcune operazioni bisogna versare in deposito un margine di garanzia.
Non voglio entrare troppo in dettaglio sulle affermazioni precedenti, nei prossimi post accennerò a questi argomenti che si trovano ampiamente discussi in numerosi libri alcuni dei quali li trovate nell'elenco dei libri consigliati di questo blog.
Le opzioni non fanno eccezione a questa idea e fino a poco tempo fa il loro utilizzo era relegato a poche persone in possesso del… sapere.
Questo mito è stato sfatato perché in realtà è dimostrato quanto siano strumenti estremamente versatili e, se ben preparati, sfruttabili forse meglio di qualsiasi altro strumento finanziario oggi esistente.
Le opzioni permettono di operare in borsa, almeno all'inizio, con un piccolo capitale, diciamo di 2000, 3000€. Andando avanti con metodo si potrà incrementare tale cifra fino a portarla ad un valore tale , e questo è l'obiettivo, da poter avere una rendita extra (per chi lavora e non vuole mollare) o, addirittura, come unica rendita finanziaria necessaria, come hanno fatto e fanno ancora oggi migliaia di persone nel mondo.
Il bello è che non è necessario stare davanti al computer continuamente, può bastare un'oretta al giorno, a vantaggio di buoni guadagni e, cosa che ritengo importantissima, senza stress.
Le opzioni sono strumenti derivati, come i future, i covered warrant, etc., cioè valori mobiliari derivati dalla contrattazione dei titoli sottostanti.
Per definizione sono dei contratti finanziari che danno il diritto, ma non il dovere, al compratore, appunto di comprare, nel caso di opzioni call, o di vendere, nel caso di opzioni put, una quantità determinata di una qualche attività finanziaria o reale sottostante ad un prezzo determinato, ad una data specifica (opzioni di tipo europeo) oppure entro una data specifica (opzioni di tipo americano).
Per attività finanziaria o reale si intende:
titoli azionari, titoli obbligazionari, indici azionari, futures, tassi di interesse, valute, energia, materie prime, merci, metalli preziosi, etc….
In Italia le opzioni sono trattate al mercato IDEM;
Diverse Banche oggi permettono l'operatività in opzioni mettendo a disposizioni piattaforme di trading avanzatissime;
Si può operare sul mercato italiano e/o su mercati esteri;
Si pagano delle commissioni variabili a seconda del broker o della banca alla quale ci si rivolge;
Per alcune operazioni bisogna versare in deposito un margine di garanzia.
Non voglio entrare troppo in dettaglio sulle affermazioni precedenti, nei prossimi post accennerò a questi argomenti che si trovano ampiamente discussi in numerosi libri alcuni dei quali li trovate nell'elenco dei libri consigliati di questo blog.
giovedì 6 settembre 2007
Regole per il trading
1. Metodo
Innanzitutto bisogna studiare, testare ed utilizzare un metodo che poi utilizzeremo sempre;
Di solito un metodo semplice è più efficace perchè più facilmente applicabile e ripetibile (ovviamente deve funzionare in buona percentuale ma a questo ci pensano i test).
L’acquisto di un’azione o un’opzione in base alla tenuta di un supporto significa applicare l’analisi tecnica ma il metodo deve andare oltre, deve dire per esempio quanto investire, dove posizionare lo stop e dove il target e altro ancora.
Qualcuno ha scritto che per imparare una cosa bene bisogna fare la stessa cosa per almeno 21 volte, sembra sia scientificamente provato, tentar non nuoce.
2. Disciplina
La disciplina nell’applicazione delle regole di trading che ci siamo dati è una cosa fondamentale. Soprattutto nel trading con alcuni strumenti derivati il posizionamento dello stop loss o l’uscita dal trade, anche in caso positivo, non sono cose che possono essere impostate nel sistema e che intervengono in modo automatico.
Siamo noi a decidere quando e come e psicologicamente bisogna essere molto preparati...
3. Time frame – Livello di stress
L’importanza del time frame è legata a due cose, il tempo a disposizione per il trading ed il livello di stress.
Per chi lavora ovviamente il primo fattore è importantissimo, non bisogna fare trading quando si può essere costretti ad interrompere all’improvviso; ogni trade va preparato con giudizio e consapevolezza; lo scalping lo lasciamo a chi può permettersi di farlo... e non mi riferisco solo al tempo.
Ancor più importante secondo me è il livello di stress che siamo in grado di gestire.
Le opzioni ci permettono di controllare lo stress più di altri strumenti derivati, si può operare anche solo un’ora al giorno (per monitorare) e guadagnare somme rilevanti.
4. Studio
Lo studio deve essere costante... non si finisce mai di imparare. Analisi tecnica, fondamentale, techniche nuove, tutto serve anche se molte cose non le utilizzeremo mai!
5. Controllo del rischio
La gestione del rischio è il più importante di tutti altri aspetti tecnici, saper gestire il rischio significa poter continuare a fare trading in condizioni apparentemente sfavorevoli; controllare e limitare le perdite in un trade significa poterne seguire altri in seguito. Con le opzioni il rischio è costantemente sotto controllo.
6. Perdere fa parte del gioco
Perdere è inevitabile
Non si può vincere senza perdere qualcosa, questo vale sempre, in ogni campo.
Le perdite, ovviamente da limitare, devono però essere interpretate come l’investimento del trader per portare il guadagno desiderato
Innanzitutto bisogna studiare, testare ed utilizzare un metodo che poi utilizzeremo sempre;
Di solito un metodo semplice è più efficace perchè più facilmente applicabile e ripetibile (ovviamente deve funzionare in buona percentuale ma a questo ci pensano i test).
L’acquisto di un’azione o un’opzione in base alla tenuta di un supporto significa applicare l’analisi tecnica ma il metodo deve andare oltre, deve dire per esempio quanto investire, dove posizionare lo stop e dove il target e altro ancora.
Qualcuno ha scritto che per imparare una cosa bene bisogna fare la stessa cosa per almeno 21 volte, sembra sia scientificamente provato, tentar non nuoce.
2. Disciplina
La disciplina nell’applicazione delle regole di trading che ci siamo dati è una cosa fondamentale. Soprattutto nel trading con alcuni strumenti derivati il posizionamento dello stop loss o l’uscita dal trade, anche in caso positivo, non sono cose che possono essere impostate nel sistema e che intervengono in modo automatico.
Siamo noi a decidere quando e come e psicologicamente bisogna essere molto preparati...
3. Time frame – Livello di stress
L’importanza del time frame è legata a due cose, il tempo a disposizione per il trading ed il livello di stress.
Per chi lavora ovviamente il primo fattore è importantissimo, non bisogna fare trading quando si può essere costretti ad interrompere all’improvviso; ogni trade va preparato con giudizio e consapevolezza; lo scalping lo lasciamo a chi può permettersi di farlo... e non mi riferisco solo al tempo.
Ancor più importante secondo me è il livello di stress che siamo in grado di gestire.
Le opzioni ci permettono di controllare lo stress più di altri strumenti derivati, si può operare anche solo un’ora al giorno (per monitorare) e guadagnare somme rilevanti.
4. Studio
Lo studio deve essere costante... non si finisce mai di imparare. Analisi tecnica, fondamentale, techniche nuove, tutto serve anche se molte cose non le utilizzeremo mai!
5. Controllo del rischio
La gestione del rischio è il più importante di tutti altri aspetti tecnici, saper gestire il rischio significa poter continuare a fare trading in condizioni apparentemente sfavorevoli; controllare e limitare le perdite in un trade significa poterne seguire altri in seguito. Con le opzioni il rischio è costantemente sotto controllo.
6. Perdere fa parte del gioco
Perdere è inevitabile
Non si può vincere senza perdere qualcosa, questo vale sempre, in ogni campo.
Le perdite, ovviamente da limitare, devono però essere interpretate come l’investimento del trader per portare il guadagno desiderato
martedì 4 settembre 2007
Risk Management
Per motivi di lavoro sto scrivendo una procedura sul Risk Management di grandi progetti di impianti petrolchimici e mi sono confrontato con parole come identificazione e analisi dei rischi, valutazione, mitigazione, gestione.
E'abbastanza intuitivo capire che in progetti di grandissime dimensioni (e costi) bisogna (o bisognerebbe)tenere tutto sotto controllo.
Questo non significa eliminare ogni possibile criticità (si pensi alla possibilità di accadimento di un evento catastrofico naturale come un terremoto) ma significa identificare tale rischio come possibile, associandogli una probabilità di accadimento x, e prevedere un piano di gestione di tale evento nel caso si verificasse realmente.
Nel trading è un pò la stessa cosa, non importa molto (ovviamente entro certi limiti) essere certi di aver azzeccato un trade (non una previsione - attenzione alla differenza tra tradabilità e previsione), l'importante è saperlo gestire in ogni caso, sia in senso positivo sia in senso negativo.
La consapevolezza del rischio ed il suo controllo sono la chiave di tutto.
In generale questo si può fare sempre e con qualsiasi strumento finanziario, il vantaggio delle opzioni è che tutto è enormemente più facile.
E'abbastanza intuitivo capire che in progetti di grandissime dimensioni (e costi) bisogna (o bisognerebbe)tenere tutto sotto controllo.
Questo non significa eliminare ogni possibile criticità (si pensi alla possibilità di accadimento di un evento catastrofico naturale come un terremoto) ma significa identificare tale rischio come possibile, associandogli una probabilità di accadimento x, e prevedere un piano di gestione di tale evento nel caso si verificasse realmente.
Nel trading è un pò la stessa cosa, non importa molto (ovviamente entro certi limiti) essere certi di aver azzeccato un trade (non una previsione - attenzione alla differenza tra tradabilità e previsione), l'importante è saperlo gestire in ogni caso, sia in senso positivo sia in senso negativo.
La consapevolezza del rischio ed il suo controllo sono la chiave di tutto.
In generale questo si può fare sempre e con qualsiasi strumento finanziario, il vantaggio delle opzioni è che tutto è enormemente più facile.
martedì 21 agosto 2007
Trading e Probabilità
L’applicazione della regola che abbiamo descritto in precedenza è abbastanza semplice, tuttavia bisognerebbe avere chiara la conoscenza delle famose “greche”.
Non mi dilungo nel descrivere cosa sono e come possono essere sfruttate le greche- scriverò magari un post sull’argomento - voglio introdurre però il concetto di Delta (una delle greche più significative per i derivati in generale) perché mi sarà utile per il proseguo del discorso sul calcolo delle probabilità:
Il delta rappresenta la sensibilità del premio di un’opzione al variare del sottostante e viene calcolato come il rapporto tra la variazione del prezzo dell’opzione e la variazione del prezzo del sottostante.
Supponiamo che nel giro di due ore il prezzo del sottostante (indice S&PMIB) vari (cresca) di 390 punti e che nello stesso lasso di tempo il premio dell’opzione salga di 45 punti, il rapporto 45/390, pari a 0,11 rappresenta il Delta dell’opzione in esame.
Il delta viene interpretato anche (e questo a noi interessa in particolar modo) come la probabilità di un’opzione di scadere in the money; un delta pari a 0,11 significa che l’opzione in oggetto ha una probabilità di scadere in the money pari all’11%.
Supponiamo di voler operare con opzioni sul titolo STM e che la quotazione sia 12,26 euro ad azione.
Supponiamo di avere la seguente tabella:
STRIKE - DELTA
11,50 - 0,8485
12,00 - 0,5960
12,50 - 0,4112
13,00 - 0,2714
13,50 - 0,1726
14,00 - 0,1071
A questo punto ci chiediamo, qual è la probabilità di portare a casa un guadagno magari sfruttando una butterfly con le due call comprate con strike rispettivamente 11,50 e 13,50 e le due call vendute con strike 12,50?
Prescindendo dai premi delle opzioni – ora ci interessa solo l’applicabilità dei concetti di probabilità all’esempio in questione – possiamo dire che il titolo non dovrà portarsi, a scadenza, sopra 13,50 e sotto 11,50 e che entrambi gli eventi dovranno verificarsi contemporaneamente.
Per il primo evento (titolo sopra 13,50) possiamo dire che la probabilità che questo si verifichi è il 17,26%, o meglio ancora ho l’82,74% di probabilità che non riverifichi.
Il secondo evento ha l’84,85% di probabilità di verificarsi.
Se entrambi gli eventi devono aversi contemporaneamente:
82,74*84,85 = 70,2%
di probabilità a nostro favore.
Non mi dilungo nel descrivere cosa sono e come possono essere sfruttate le greche- scriverò magari un post sull’argomento - voglio introdurre però il concetto di Delta (una delle greche più significative per i derivati in generale) perché mi sarà utile per il proseguo del discorso sul calcolo delle probabilità:
Il delta rappresenta la sensibilità del premio di un’opzione al variare del sottostante e viene calcolato come il rapporto tra la variazione del prezzo dell’opzione e la variazione del prezzo del sottostante.
Supponiamo che nel giro di due ore il prezzo del sottostante (indice S&PMIB) vari (cresca) di 390 punti e che nello stesso lasso di tempo il premio dell’opzione salga di 45 punti, il rapporto 45/390, pari a 0,11 rappresenta il Delta dell’opzione in esame.
Il delta viene interpretato anche (e questo a noi interessa in particolar modo) come la probabilità di un’opzione di scadere in the money; un delta pari a 0,11 significa che l’opzione in oggetto ha una probabilità di scadere in the money pari all’11%.
Supponiamo di voler operare con opzioni sul titolo STM e che la quotazione sia 12,26 euro ad azione.
Supponiamo di avere la seguente tabella:
STRIKE - DELTA
11,50 - 0,8485
12,00 - 0,5960
12,50 - 0,4112
13,00 - 0,2714
13,50 - 0,1726
14,00 - 0,1071
A questo punto ci chiediamo, qual è la probabilità di portare a casa un guadagno magari sfruttando una butterfly con le due call comprate con strike rispettivamente 11,50 e 13,50 e le due call vendute con strike 12,50?
Prescindendo dai premi delle opzioni – ora ci interessa solo l’applicabilità dei concetti di probabilità all’esempio in questione – possiamo dire che il titolo non dovrà portarsi, a scadenza, sopra 13,50 e sotto 11,50 e che entrambi gli eventi dovranno verificarsi contemporaneamente.
Per il primo evento (titolo sopra 13,50) possiamo dire che la probabilità che questo si verifichi è il 17,26%, o meglio ancora ho l’82,74% di probabilità che non riverifichi.
Il secondo evento ha l’84,85% di probabilità di verificarsi.
Se entrambi gli eventi devono aversi contemporaneamente:
82,74*84,85 = 70,2%
di probabilità a nostro favore.
martedì 24 luglio 2007
Il mio primo post
Questo è, appunto, il mio primo post;
poche righe per dire che in questo blog si parlerà principalmente di opzioni e di trading in opzioni. L'approccio non sarà tuttavia basato solo sulla teoria direttamente connessa a questo magnifico strumento derivato, ma anche su quelle informazioni che io considero importanti e che inizialmente potrebbero sembrare non strettamente correlate all'argomento.
Ovviamente si parlerà anche della pratica nel trading e di altre strategie di investimento.
Cercherò di essere preciso e conciso e, soprattutto chiaro a tutti, e spero di ricevere spesso feedback e commenti (di qualsiasi tipo).
L'idea è di scrivere con cadenza settimanale ma questo non lo considero un vincolo assoluto.
Non mi resta che augurarmi "buon viaggio".
poche righe per dire che in questo blog si parlerà principalmente di opzioni e di trading in opzioni. L'approccio non sarà tuttavia basato solo sulla teoria direttamente connessa a questo magnifico strumento derivato, ma anche su quelle informazioni che io considero importanti e che inizialmente potrebbero sembrare non strettamente correlate all'argomento.
Ovviamente si parlerà anche della pratica nel trading e di altre strategie di investimento.
Cercherò di essere preciso e conciso e, soprattutto chiaro a tutti, e spero di ricevere spesso feedback e commenti (di qualsiasi tipo).
L'idea è di scrivere con cadenza settimanale ma questo non lo considero un vincolo assoluto.
Non mi resta che augurarmi "buon viaggio".
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