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domenica 14 dicembre 2008

Terzo e ultimo appuntamento con i time spread

Veniamo oggi a vedere quindi come aprire la posizione e quali sono i rischi residui da considerare e, dunque, da eliminare.

E’ chiaro che non sempre tutto va bene o, per meglio dire, non tutte le ciambelle riescono con il buco.
Intanto apriamo la posizione, per farlo cerchiamo (esistono software specifici in grado di farlo) dei calendar spread con una differenza di volatilità implicita tra le opzioni long e short di, almeno, il 15%.
In aggiunta impostiamo il costo dello spread a, diciamo, massimo 0,3$ che significa 30 dollari a spread. Consideriamo 5 contratti per un valore totale di 150$.
Consideriamo anche un rapporto rendimento/rischio di, almeno , il 300% e, per finire, possibilmente, entrambe le VI delle opzioni inferiori di almeno 10 punti percentuali rispetto alla media delle VI di tutte le opzioni del sottostante preso in esame.

Ora che abbiamo trovato circa una quindicina di spread andiamo a selezionare quello che più si avvicina alla condizione di massimo profitto o di mercato neutrale, questa è, e deve essere, una scelta soggettiva; io per esempio prendo in considerazione quelli con maggiore profitto.

Veniamo ai rischi e alla uscita dal trade.

Personalmente se il trade procede come deve, e cioè il sottostante non si muove molto, esco al raggiungimento di un profitto pari almeno al 100% del capitale investito dopo circa una settimana al massimo dall’apertura del trade.
Se il sottostante si muove molto verso il basso (nel caso delle call o alto nel caso delle put) non esco se mi trovo ancora all’interno del BEP, l’uscita di solito la aspetto al raggiungimento del 100% di gain.

Se il sottostante si muove molto verso l’alto (per le call e verso il basso per le put) rischio di essere assegnato sulla call short (o sulla put short) anche rimanendo all’interno del BEP.
In questo caso ci sono due possibilità, uscire (di solito in gain grazie all’aumento di VI) rollare la short verso uno strike più alto costruendo quindi un diagonal, oppure lasciare aperta la strategia e rischiare l’assegnazione.
In quest’ultima ipotesi, appena assegnati, vendiamo la call long e ricominciamo da capo; in questa situazione se dovessimo anche incappare in una perdita sarebbe minima (sicuramente minore della massima pari al premio iniziale, che nell’esempio era 150$).
Piccolo consiglio, monitorare il trade una volta al giorno.

A presto!

domenica 2 novembre 2008

Time Spread (parte 1)

Nel trading con le opzioni i time spreads sono, a mio parere, la via migliore per fare profitto.
Questo soprattutto perchè il rapporto tra il rendimento e il rischio è realmente molto elevato.
Trattando i vertical, per esempio, ci troviamo troppo spesso (per non dire sempre) a dover investire somme “ragguardevoli” per aver ragione di un risultato del 15 – 20% di profitto.
E’ vero che, impostati bene, sono trade che hanno una elevata probabilità di riuscita, ma è anche sempre vero che a volte non tutto va bene e solo utilizzando un corretto money management possiamo evitare di perdere il massimo.
Tutto si complica nei casi di elevata volatilità sul sottostante come è successo negli “ultimi” giorni di borsa dove tutti i supporti sono stati letteralmente spazzati via e le variazioni dei sottostanti hanno superato in molti casi il 20% del valore iniziale.
Detto questo sarebbe logico essere portati a pensare che i time spreads non siano certo delle strategie da adottare in queste fasi di mercato.
Io non la penso così.
Troppo spesso abbiamo sentito dire che un buon calendar, per esempio, deve essere impostato in previsione di un aumento di volatilità e dunque quando la volatilità delle opzioni è bassa. Ma deve essere proprio così?
Che dire del fatto che (sempre parlando del calendar) dovrebbe essere usato in condizioni di mercato neutral?
Non voglio fare il bastian contrario, sicuramente le condizioni ottimali sono quelle appena citate eppure ce n’è una che, secondo me, è in assoluto la più importante e che dimostra che, se impostiamo lo spread correttamente, un calendar, piuttosto che un diagonal o, meglio ancora un double diagonal siano strategie che possono essere utilizzate sempre.
Nel prossimo post approfondiremo il discorso, per ora pensiamo solo alla possibilità di avere dei BEP veramente molto molto larghi rispetto alla quotazione del sottostante.

A presto!

Daily Top 50 Calendar Spreads