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sabato 14 febbraio 2009

Calendar Spread con OptionsOracle

Condor

domenica 14 dicembre 2008

Terzo e ultimo appuntamento con i time spread

Veniamo oggi a vedere quindi come aprire la posizione e quali sono i rischi residui da considerare e, dunque, da eliminare.

E’ chiaro che non sempre tutto va bene o, per meglio dire, non tutte le ciambelle riescono con il buco.
Intanto apriamo la posizione, per farlo cerchiamo (esistono software specifici in grado di farlo) dei calendar spread con una differenza di volatilità implicita tra le opzioni long e short di, almeno, il 15%.
In aggiunta impostiamo il costo dello spread a, diciamo, massimo 0,3$ che significa 30 dollari a spread. Consideriamo 5 contratti per un valore totale di 150$.
Consideriamo anche un rapporto rendimento/rischio di, almeno , il 300% e, per finire, possibilmente, entrambe le VI delle opzioni inferiori di almeno 10 punti percentuali rispetto alla media delle VI di tutte le opzioni del sottostante preso in esame.

Ora che abbiamo trovato circa una quindicina di spread andiamo a selezionare quello che più si avvicina alla condizione di massimo profitto o di mercato neutrale, questa è, e deve essere, una scelta soggettiva; io per esempio prendo in considerazione quelli con maggiore profitto.

Veniamo ai rischi e alla uscita dal trade.

Personalmente se il trade procede come deve, e cioè il sottostante non si muove molto, esco al raggiungimento di un profitto pari almeno al 100% del capitale investito dopo circa una settimana al massimo dall’apertura del trade.
Se il sottostante si muove molto verso il basso (nel caso delle call o alto nel caso delle put) non esco se mi trovo ancora all’interno del BEP, l’uscita di solito la aspetto al raggiungimento del 100% di gain.

Se il sottostante si muove molto verso l’alto (per le call e verso il basso per le put) rischio di essere assegnato sulla call short (o sulla put short) anche rimanendo all’interno del BEP.
In questo caso ci sono due possibilità, uscire (di solito in gain grazie all’aumento di VI) rollare la short verso uno strike più alto costruendo quindi un diagonal, oppure lasciare aperta la strategia e rischiare l’assegnazione.
In quest’ultima ipotesi, appena assegnati, vendiamo la call long e ricominciamo da capo; in questa situazione se dovessimo anche incappare in una perdita sarebbe minima (sicuramente minore della massima pari al premio iniziale, che nell’esempio era 150$).
Piccolo consiglio, monitorare il trade una volta al giorno.

A presto!

domenica 2 novembre 2008

Time Spread (parte 1)

Nel trading con le opzioni i time spreads sono, a mio parere, la via migliore per fare profitto.
Questo soprattutto perchè il rapporto tra il rendimento e il rischio è realmente molto elevato.
Trattando i vertical, per esempio, ci troviamo troppo spesso (per non dire sempre) a dover investire somme “ragguardevoli” per aver ragione di un risultato del 15 – 20% di profitto.
E’ vero che, impostati bene, sono trade che hanno una elevata probabilità di riuscita, ma è anche sempre vero che a volte non tutto va bene e solo utilizzando un corretto money management possiamo evitare di perdere il massimo.
Tutto si complica nei casi di elevata volatilità sul sottostante come è successo negli “ultimi” giorni di borsa dove tutti i supporti sono stati letteralmente spazzati via e le variazioni dei sottostanti hanno superato in molti casi il 20% del valore iniziale.
Detto questo sarebbe logico essere portati a pensare che i time spreads non siano certo delle strategie da adottare in queste fasi di mercato.
Io non la penso così.
Troppo spesso abbiamo sentito dire che un buon calendar, per esempio, deve essere impostato in previsione di un aumento di volatilità e dunque quando la volatilità delle opzioni è bassa. Ma deve essere proprio così?
Che dire del fatto che (sempre parlando del calendar) dovrebbe essere usato in condizioni di mercato neutral?
Non voglio fare il bastian contrario, sicuramente le condizioni ottimali sono quelle appena citate eppure ce n’è una che, secondo me, è in assoluto la più importante e che dimostra che, se impostiamo lo spread correttamente, un calendar, piuttosto che un diagonal o, meglio ancora un double diagonal siano strategie che possono essere utilizzate sempre.
Nel prossimo post approfondiremo il discorso, per ora pensiamo solo alla possibilità di avere dei BEP veramente molto molto larghi rispetto alla quotazione del sottostante.

A presto!

martedì 19 agosto 2008

Calendar + Reverse o Doppio Vertical?

Dopo circa due mesi di “astinenza”, riprendiamo a scrivere con un post che ritengo estremamente interessante.
Ad onor del vero questa è una "tattica" che ho scoperto da poco su un sito ed è ancora da testare (per me).
Cerchiamo di trovare strategie a costo zero... o prossimo allo zero!

Lo scopo è quello di acquistare uno spread con valore temporale molto elevato allo stesso prezzo di vendita (o quasi) di uno spread con minore valore temporale in modo da azzerare completamente (o quasi) il costo della strategia.
Facendo una valutazione tra il costo delle opzioni a differenti strikes e a differenti scadenze si evince chiaramente (provare per credere) quanto segue:
opzioni con scadenza prossima (uno o due mesi) perdono valore velocemente, con le ATM più costose delle OTM (non essendoci molto tempo a scadenza le OTM non possono costare molto, per la poca probabilità di finire ITM).
Per i mesi successivi ai primi due avviene il contrario, confrontando le une con le altre, le opzioni prossime a ATM sono più economiche, in termini di “prezzo per giorno”, di quelle di quelle parecchio OTM.

Facciamo un esempio:
8 giorni a scadenza (ATM) costo 13 punti,
8 giorni a scadenza (OTM) costo 2 punti,

70 giorni a scadenza (ATM) costo 42 punti,
70 giorni a scadenza (OTM) costo 30 punti.

A questo punto facciamo alcune considerazioni:
Opzioni ATM
Il tempo a scadenza (70gg) è più di 10 volte maggiore (8gg) ma l’opzione ATM con 70 giorni alla scadenza (42 punti) è solo 4 volte più costosa dell’opzione ATM con 8 giorni alla scadenza (13 punti).

Opzioni OTM
Il tempo a scadenza (70gg) è più di 10 volte maggiore (8gg) ma l’opzione OTM con 70 giorni alla scadenza (30 punti) è 15 volte più costosa dell’opzione OTM con 8 giorni alla scadenza (2 punti).

Dovremmo comprare le opzioni meno costose (costo per giorno) e vendere le più costose.

Vendiamo la ATM con 8 giorni a scadenza (incassiamo 13) e la OTM con 70 giorni a scadenza (incassiamo 30); compriamo la OTM con 8 giorni a scadenza (spendiamo 2) e la ATM con 70 gg a scadenza (spendiamo 42).
Totale, spendiamo 44 e incassiamo 43 = spendiamo 1 punto.
Possiamo vedere questa strategia come un calendar spread più un reverse, il calendar ATM e il reverse OTM, oppure possiamo vederla come un bear call più un bull call con il bear a breve scadenza e il bull a lunga scadenza.

Comunque, dopo 8 gg possiamofare due cose, o liquidare tutto oppure lasciare scadere il bear incassando poco meno di 10 punti e lasciando il bull a scadenza lontana avendolo pagato, a questo punto, solo 1 punto invece di 12.

Non male

Alla prossima, dopo aver verificato ulteriormente.

martedì 17 giugno 2008

Trading di volatilità: Straddle

Lo STRADDLE è una strategia utile quando ci aspettiamo un deciso movimento del titolo sottostante, ma non conosciamo la direzionalità. Un esempio tipico di questo contesto di mercato potrebbe essere costituito dal periodo antecedente al rilascio dei risultati economici da parte di una società, oppure di un particolare dato macroeconomico. In questo caso si prevede che il titolo potrebbe salire oppure scendere ma in modo intenso, in grado comunque di far guadagnare colui che avesse sviluppato questa strategia.
ll grafico sottostante è proprio uno STRADDLE costituito dal contemporaneo acquisto di una opzione CALL e PUT sullo stesso strike (6,80€ titolo ENEL) e con la medesima scadenza (19 Settembre 2008).

Esaminando la strategia a scadenza si nota come la posizione sia profittevole per prezzi del sottostante inferiori a 6,15€ oppure superiori a 7,45€.
Lo STRADDLE, affinché sia profittevole, richiede forti
variazioni del prezzo del sottostante ovvero un'elevata volatilità. Se si ritiene che tale variabile possa innalzarsi nel breve periodo può essere estremamente profittevole non aspettare la scadenza delle due Opzioni acquistate, ma liquidarle anzitempo.
Anche quì la volatilità implicita ricopre quindi un ruolo fondamentale, infatti VI bassa significa acquistare lo straddle ad un prezzo basso ed avere i BEP molto stretti (più stretti magari di 6,15 e 7,45 attuali), inoltre significa avere la possibilità di un innalzamento della stessa prima della scadenza.
Supponiamo che il giorno stesso dell'acquisto delle due, la volatilità di mercato salisse dell’1%, il valore di mercato della strategia aumenterebbe del 4,2%, pur ipotizzando l'immobilità del sottostante.
Lo STRADDLE però è una strategia molto esposta al trascorrere del tempo: con i valori attuali, al passare di un giorno, la strategia perderebbe, a parità di condizioni, lo 0,49%. Inoltre tale penalizzazione è in funzione della vita residua delle opzioni e ovviamente soggetta ad aumentare. E’ chiaro quindi che i fattori fondamentali, per uno straddle sono innanzitutto la notizia prossima di un evento riferito al titolo stesso che possa provocare una variazione del valore dell’azione di tipo considerevole, una bassa volatilità implicita delle opzioni in modo da sfruttarne l’innalzamento prima della scadenza (nella eventualità che invece il titolo non si muovesse) ed infine una scadenza lontana per mantenere un theta basso ed evitare perdita di valore delle opzioni rilevante a causa del tempo.

Alla prossima!

venerdì 23 maggio 2008

Trading di volatilità

Il titolo di questo post è leggermente fuorviante, infatti il trading di volatilità è un argomento abbastanza complesso; tuttavia ho scelto questo titolo perchè il trading con le opzioni, in qualunque modo si faccia è, a mio parere, trading di volatilità!
Dico questo perchè dopo gli ultimi due post sul delta edging, sul forum molte domande hanno interessato un aspetto fondamentale e cioè quanto, in quel caso, sia più importante prevedere dove andrà la volatilità che non dove andrà il mercato.
In effetti la cosa suona strana anche perchè fino ad oggi non eravamo abituati a ragionare in tal senso.
Pensiamoci un attimo. L'attività di trading di qualsivoglia strumento finanziario si basa su un principio molto semplice, comprare a poco e vendere a tanto o, comunque, ad un prezzo superiore a quello d'acquisto.
Questo è vero a prescindere da quale operazione si esegue prima (comprare e vendere).
Capire questo concetto elementare è molto semplice se pensiamo alle azioni, in questo caso bisogna tentare di capire quale sia la direzione del mercato e cercare di spuntare dei prezzi di acquisto/vendita che diano un profitto sufficiente (per noi).
Il prezzo è dato da chi partecipa il mercato e cioè tutti coloro che, acquistando e/o vendendo fanno aumentare o diminuire il prezzo del titolo.
Nel trading con le opzioni non è la stessa cosa, infatti il prezzo stesso è frutto di un insieme di variabili (strike, tempo a scadenza, tipo di opzione, etc.) la più importante delle quali è proprio la volatilità (implicita).
Il discorso è un pò lungo, per ora Vi lascio con un esempio:
Se compro una call, devo farlo ad un prezzo più basso possibile, non basta comprare e sperare che il sottostante si porti ad un valore tale da rendere l'opzione ITM per il semplice fatto che il valore dell'opzione incide anche sul BEP; più è alto il prezzo dell'opzione che acquisto, più il BEP si allontana, allontanando il punto in cui comincio a fare profitto (verificate).
Ma comprare ad un prezzo basso significa che la volatilità implicita è bassa e quindi, in un certo senso, sto facendo trading di volatilità. In questo modo, se anche il titolo non dovesse raggiungere il punto di pareggio ma la volatilità implicita si alzasse (per talune aspettative di mercato), potrei comunque andare in profitto.

A presto!

martedì 6 maggio 2008

Ancora sul Delta Neutrale

Vediamo ora un esempio pratico di Delta edging:
In un'ottica di hedging, il delta indica la quantità di sottostante (per esempio di azioni) da negoziare (comprare/vendere) per compensare le perdite/guadagni derivanti dal movimento del premio dell'opzione (strategia Delta neutral).
Ipotizziamo dunque di aver comprato 20 opzioni call GENERALI (CG) ognuna delle quali dà diritto ad acquistare (per via del lotto minimo) 100 azioni sottostanti (G). Il prezzo del titolo sia P = 20€, il premio dell'opzione sia (p) = 0,2€. Ipotizziamo che il delta dell'opzione sia D = 0.40. Si può creare una strategia Delta neutrale vendendo (allo scoperto) una quantità pari a D x CG x G = 0.40 x 20 x 100 = 800 azioni.
Per verificare questa strategia supponiamo che il prezzo dell'azione aumenti di 1€: sulle 800 azioni vendute si realizza una perdita di -800 x 1 = -800€. Contemporaneamente, il premio dell'opzione aumenta di 1 x 0.4 = 0.4€, con un guadagno di 0.4 x CG x G = 0.4 x 20 x 100 = +800€.
Supponiamo ora che il prezzo dell’azione diminuisca di 1€: sulle 800 azioni vendute si realizza un guadagno di -800 x -1 = +800€. Contemporaneamente, il premio dell'opzione diminuisce di -1 x 0.4 = -0.4€, con una perdita di -0.4 x CG x G = -0.4 x 20 x 100 = -800€.
Appare chiaro come una strategia di questo tipo, data dall'acquisto di 20 opzioni Call e dalla vendita di 800 azioni sottostanti, non sia soggetta né a perdite né a guadagni; il rischio legato all'andamento del prezzo del sottostante è stato coperto.
In realtà, non bisogna dimenticarsi che, trattandosi di una derivata di prim'ordine, il Delta indica la quantità esatta di sottostante da acquistare/vendere solo per piccoli movimenti del prezzo del sottostante stesso. In caso di grandi movimenti del prezzo del sottostante, il Delta non è più sufficiente per effettuare una copertura corretta.
Il delta è inoltre influenzato dal livello della volatilità implicita e del tempo a scadenza. Per questa ragione, la strategia Delta neutral necessita (come già detto) in via teorica di continui ribilanciamenti al cambiare dei parametri di pricing dell'opzione.

A presto!

martedì 29 aprile 2008

Strategie neutrali rispetto al delta

Oggi vorrei parlare del Delta Edging e, più in generale, delle strategie Delta neutrali considero (non solo io) molto profittevoli.
C’è da dire che i traders professionisti pensano in termini di spreads e si proteggono sempre per rimanere neutri rispetto alla direzione del mercato.
La direzione del sottostante è meno importante della volatilità delle opzioni e della volatilità dello stesso titolo.
La strategia adatta è vendere perchè la volatilità delle opzioni è alta (opzioni costose) e, di contro, la strategia low-risk è comprare perchè la volatilità implicita è bassa (opzioni poco costose).

E’ psicologicamente difficile fare trading basandosi solamente su considerazioni sulla volatilità perchè purtroppo è naturale, guardando un grafico, giungere a conclusioni circa la direzione futura del mercato ed essere tentati di influenzare le nostre strategie nella direzione in cui riteniamo che i prezzi si muoveranno.

Tuttavia, il punto fondamentale del trading “neutrale” sta nel fatto che il trader vuole fare i soldi in base alla accuratezza della sua previsione sulla volatilità e non sulla previsione giusta o sbagliata della direzione del mercato. Ecco perchè nascono gli spreads neutri rispetto al delta. Questo tipo di posizioni va aggiustata continuamente se la strategia diventa troppo long o troppo short e questo ci porta al secondo aspetto di questo tipo di trading: agire senza esitazioni quando il mercato ci da delle indicazioni.

Se la posizione diventa troppo lunga o troppo corta, dobbiamo aggiustare il tiro “meccanicamente”, cioà in modo quasi automatico senza sperare che il prezzo si muova a nostro vantaggio. E’ naturale (direi purtroppo) voler concedere al mercato una possibilità di tornare dalla nostra parte, ma il fatto è che il mercato già ci ha dimostrato che avevamo torto la prima volta (modificando il delta spostandosi con il sottostante), e dunque è meglio non sperare in un successivo aggiustamento.

A presto!

giovedì 24 aprile 2008

Open Interest

L’Open Interest è il numero totale di contratti che sono ancora detenuti dai partecipanti il mercato, alla fine della giornata. Siccome per ogni posizione long è implicita la presenza di una posizione short, possiamo anche dire che l’Open Interest è il numero di contratti in sospeso detenuta dal mercato, o long o short (quindi non la somma dei due).
L’Open Interest viene, di solito, utilizzato nella formazione dei pareri contrarian. In generale (ed in teoria), maggiore è il suo valore, più è alta la possibilità che le posizioni contrarian siano redditizie. C’è da dire, tuttavia, che una posizione contrarian non dovrebbe essere assunta se l’Open Interest è crescente, perchè un continuo aumento dei valori di Open Interest aumenta le probabilità che il trend in corso continuerà. E’ dunque sempre meglio aspettare che l’indicatore cominci a stazionare o a scendere prima di prendere decisioni.
Riassumendo, diciamo che l'analisi dell'Open Interest fornisce un segnale di conferma se una tendenza é in procinto di invertire oppure no e che, con una tendenza instaurata al rialzo o al ribasso ed un Open Interest anch'esso al rialzo, la tendenza ha buone possibilità di continuare.
Personalmente non utilizzo questo indicatore ed il motivo è il seguente:
Supponiamo di trovarci in una giornata al rialzo (con il mercato con trend al rialzo), con l'Open Interest nettamente a favore delle Put (diciamo numericamente il doppio).
Per logica si sarebbe portati a pensare che, poiché Put è sinonimo di ribasso, gli operatori e i trader ritengano che il Mercato possa presto virare al ribasso.
Se però ripensiamo un attimo alla definizione stessa dell’Open Interest (per ogni posizione long ne è implicita una short), potrebbe essere vero l'esatto contrario, ovvero che la sproporzione dell' Open Interest dalla parte delle Put stia a significare che esistono molti venditori di Put (cioè molte Put short) che, convinti della direzione rialzista del mercato, vendano Put in attesa di ricomprarle in un secondo momento a un prezzo inferiore.
Inoltre, per realizzare strategie sintetiche tipo vertical spread, butterflies, condors, etc. è necessario essere contemporaneamente compratori e venditori di opzioni e questo, sicuramente, altera il valore dell' Open Interest e del Put/Call ratio che perdono di affidabilità.

Per maggiori informazioni scarica l'e-book:

e-book.opzionietrading.com

A presto!

martedì 22 aprile 2008

Esercizio e Assegnazione 3

Continuiamo il discorso del precedente post e andiamo a vedere cosa succede con l’esercizio delle opzioni put.
Esercitare una put long segue la stessa logica della call long, ad eccezione del fatto che dovremmo comprare la call allo stesso strike price, pagare i dividendi sulle azioni corte risultanti, e incassare gli interessi.
Il problema dell’esercizio di una put, a parte il fatto che si perde il valore estrinseco dell’opzione stessa, sono i margini.
Infatti quando esercitiamo una put, diventiamo corti con le azioni (la put da diritto a vendere il sottostante) e, nel caso non avessimo i margini necessari, la posizione verrebbe liquidata.
Una situazione analoga si ha con le opzioni short ITM; esiste infatti la possibilità di essere assegnati e i margini richiesti potrebbero essere troppo elevati.
Per esempio se siamo corti con 10 opzioni call AUTOGRILL, strike price 12€ quando il titolo quota 13€, le call potrebbero essere assegnate e noi saremmo corti su 5000 azioni a 12€ l’una, i margini richiesti, per una posizione del genere sono elevatissimi.
Per le put short il problema è analogo e sarebbero necessari i margini per acquistare le azioni.
Esercitare un’opzione significa passare da un rischio limitato (intrinseco delle opzioni) ad un rischio illimitato dato dal possesso delle azioni.

lunedì 7 aprile 2008

Esercizio e Assegnazione 1

Se facciamo trading in opzioni, è di importanza fondamentale capire i principi fondamentali dell'esercizio e dell'assegnazione. Non è necessario conoscere tutti i particolari teorici, ma bisogna essere preparati, in particolar modo se siamo corti e non controlliamo dunque, direttamente, l’esercizio stesso.
Esercizio è il termine usato quando il proprietario di una call o put (cioè. qualcuno che abbia una posizione lunga su una call o una put) usa il suo diritto di acquistare (nel caso di una call) o di vendere (nel caso di una put) le azioni del sottostante.
L'assegnazione è il termine usato quando qualcuno che sia short su una call o una put è costretto a vendere (nel caso della call) o a comprare (nel caso della put) le azioni del sottostante. Per ogni trade con le opzioni c’è sempre un compratore e un venditore, quindi, se siamo corti su un'opzione, c’è qualcun altro che è lungo e che potrebbe esercitare il diritto d’opzione.

Come sappiamo, dalla definizione di base delle opzioni, una call dà al relativo proprietario il diritto, ma non all'obbligo, di comprare le azioni al prezzo di strike. Ma il venditore di una call deve vendere le azioni al prezzo di strike ogni volta che il proprietario della call esercita. La put dà al relativo proprietario il diritto, ma non all'obbligo, di vendere le azioni al prezzo di strike. Ma il venditore di una put deve comprare le azioni al prezzo di strike ogni volta che il proprietario della put esercita.

Le opzioni di tipo americano possono essere esercitate in qualsiasi momento. le opzioni di tipo europeo possono essere esercitate soltanto l'ultimo giorno di trade prima della data di scadenza. Tutte le opzioni su azioni negli Stati Uniti ed in Italia (principalmente operiamo su questi due mercati) ed alcune opzioni su indice sono di tipo americano, altre opzioni su indice sono di tipo europeo. È molto importante sapere precisamente quando un'opzione scade e di che tipo è.

Che cosa otteniamo se esercitiamo un'opzione? Se un'opzione ha per sottostante un titolo, nel momento in cui esercitiamo una call, otterremo una posizione lunga in azioni (cioè ci vengono consegnate le azioni al prezzo di strike), o una posizione corta in azioni se esercitiamo una put. Nel caso di un indice, l’esercizio prevede di essere liquidati in denaro e, precisamente, con la differenza fra il prezzo di strike dell'opzione ed il valore dell'indice.

Quando dovremmo pensare di esercitare un'opzione? Quando siamo a rischio di assegnazione se siamo corti con un'opzione? Esiste una spiegazione razionale specifica per esercitare un'opzione? Semplicemente, è più conveniente tenere l'opzione o esercitarla?
Le risposte al prossimo post "Esercizio e Assegnazione 2".

A presto!

mercoledì 26 marzo 2008

Il diagonal spread sbagliato

Bentornati a tutti dopo questo ponte pasquale che ha fatto respirare un pò l'indice riportandolo in area di discreta sicurezza.
In effetti sembra che i 30.000 punti non saranno, per ora, toccati nonostante la volatilità rimanga ancora alta.
L'indice quota oggi 31.250 punti ed è in calo dello 0,65%.

Chiuso definitivamente il diagonal su Autogrill con grosso rischio (nel senso che siamo stati fortunati a trovare un compratore della call 14 scadenza Giugno - svenduta) che non era quotata né in lettera né in denaro;
E' molto alta infatti, in queste situazioni, la probabilità di doverci tenere in portafoglio qualcosa che non ha ormai più valore fino alla scadenza.
L'errore è stato (tra l'altro commesso più di una volta in questo trade) quello di non aver rollato anche il lato lungo seguendo il sottostante; questo ci avrebbe assicurato un'uscita più tranquilla in qualsiasi momento, ed inoltre avrebbe portato un guadagno molto più elevato rispetto a ciò che abbiamo ottenuto.

E' un errore che personalmente faccio più spesso di quanto dovrei, il lato long lo tengo troppo.

Un'attenta gestione del trade dovrebbe portarci ad evitare questi sbagli, dettati più che altro da una non corretta applicazione della strategia iniziale che deve prevedere le varie contromosse nel caso in cui il mercato non ci dovesse "assistere".
Più siamo preparati ad agire in anticipo, meno problemi avremo in seguito.

Ricordiamoci comunque di fare sempre un'analisi a posteriori di ciò che è stato fatto correttamente e non, per evitare (o almeno limitare) grosse sorprese.

A presto!

lunedì 17 marzo 2008

Chiusura del Calendar sull'Indice

Usciamo dal calendar sull'indice, imparando ancora qualche cosa e confermando nuovamente, per quanto molti non siano completamente d'accordo, che il calendar spread è in generale una strategia che, aperta correttamente e gestita a dovere, ha rischio (quasi) nullo.
Ricompriamo a 24 il lato short strike 33000 e rivendiamo il lato long strike 34000 a 100.
Sulla gamba short avevamo, rollando, guadagnato già 1475€ netti e avevamo rivenduto la call 33000 a 630. Ricomprando a 24 (oggi alle 10.00) incassiamo 1490€ al netto delle commissioni. Totale guadagno 2965€ netti.
Sul lato long siamo rimasi, erroneamente, fermi e ci troviamo oggi ad una quotazione di 100 punti contro i 1250 di quando avevamo acquistato. Totale lato long 1150 punti, ovvero 2900€ sempre al netto delle commissioni.
In sostanza uscendo dal trade incassiamo 65€ e cioè molto molto poco. Ritengo tuttavia utile fare le seguenti considerazioni (perchè è andata così male?):

1) Intanto non abbiamo perso soldi (cosa più importante) nonostante l'indice si sia mosso di ben 3000 punti (oggi l'S&P/MIB quota 30800).
2) Non abbiamo seguito il calendar come avremmo dovuto; infatti se avessimo seguito il lato long come lo short avremmo incassato, sicuramente, molto di più.

Autogrill sta perdendo ancora e non usciamo, aspettiamo la scadenza delle 5 short per incassare tutto il premio (462,5€ netti) ed eventualmente modificare di nuovo con un diagonal o andare su uno spread verticale avendo ancora in portafoglio la call 14 Giugno.

Riportiamo infine, come al solito da un pò di tempo a questa parte, gli eventi macroeconomici della settimana in corso, dal 17 al 21 Marzo 2008:

Lunedi' 17 marzo:
Ore 00.50 GIAPPONE Indice del settore terziario gennaio;
Ore 13.30 USA Saldo partite correnti IV trimestre;
Ore 13.30 USA Indice Empire State Manufacturing marzo;
Ore 14.00 USA Acquisti netti attività finanziarie gennaio;
Ore 14.15 USA Impiego capacità produttiva febbraio;
Ore 14.15 USA Produzione industriale febbraio;
Ore 18.00 USA Indice Mercato Immobiliare NAHB marzo.

Martedi' 18 marzo:
Ore 10.00 ITALIA Bilancia commerciale gennaio;
Ore 10.30 GRAN BRETAGNA Inflazione febbraio;
Ore 13.30 USA Licenze edilizie febbraio;
Ore 13.30 USA Nuovi cantieri residenziali febbraio;
Ore 13.30 USA Prezzi alla produzione febbraio;
Ore 19.15 USA Riunione FOMC e decisione tassi.

Mercoledi' 19 marzo:
Ore 00.50 GIAPPONE Indice industriale complessivo gennaio;
Ore 10.00 ITALIA Ordini all'industria gennaio;
Ore 10.00 ITALIA Fatturato industriale gennaio;
Ore 10.30 GRAN BRETAGNA Retribuzioni medie (3mm/a) gennaio;
Ore 10.30 GRAN BRETAGNA Variazione disoccupati febbraio;
Ore 15.30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.

Giovedi' 20 marzo:
Ore 08.00 GERMANIA Prezzi alla produzione febbraio;
Ore 10.00 EUROPA indici PMI marzo;
Ore 10.00 ITALIA Tasso di disoccupazione T4;
Ore 10.30 GRAN BRETAGNA Vendite al dettaglio febbraio;
Ore 13.30 USA Richieste settimanali sussidi di disoccupazione;
Ore 15.00 USA Indice anticipatore febbraio;
Ore 15.00 USA Indice Philadelphia Fed marzo.

Venerdi' 21 marzo:
Ore USA Mercati chiusi;
Ore ITALIA Mercati chiusi;
Ore 09.30 ITALIA Fiducia consumatori marzo;
Ore 10.00 ITALIA Vendite al dettaglio gennaio.


mercoledì 12 marzo 2008

Autogrill guadagna il 3,46%

Autogrill: Tondato, guardiamo a India, America La. e Oriente (Sole)
ROMA (MF-DJ)--"Non perseguiamo solo la crescita per acquisizioni, ma anche quella interna, ampliando il nostro portafoglio in concessione. A breve inaugureremo le attivita' nell'aeroporto di Hyderaband in India e ci sono anche altre aree in cui siamo ancora carenti e in cui dobbiamo posizionarci, come Singapore, America Latina e Medio Oriente. In tutto questo, pero', non dimentichiamo l'Italia che rimane sempre un mercato molto importante per noi".
Ad affermarlo, in un intervista al "Sole 24 Ore", e' l'a.d. di Autogrill, Gianmario Tondato, dopo l'acquisizione di World Duty Free e Aldeasa. In particolare, a chi reputa il costo troppo alto, il manager ribatte che "il prezzo dipende dal valore che si e' in grado di estrarre".
"Pensiamo - spiega - che dall'operazione potremmo creare ulteriore ricchezza per l'azienda e gli azionisti e metabolizzare le due acquisizioni, integrandole nell'azienda e sviluppando sinergie. E' il nostro obiettivo di breve e medio termine". red/gug


Queste dichiarazioni hanno portato un bel rimbalzo del titolo che si è riportato sopra i 10,5€ ad azione e in corsa con il diagonal che ha il suo massimo a 11€ (mancano 8 gg a scadenza del lato corto).
Speriamo che il recupero non sia finito qui e che nei prossimi giorni possa raggiungere l'obiettivo.
In quel caso penso che usciremo definitivamente dal trade.

Nel frattempo l'indice S&P/MIB risale, anche se di poco, verso i 33.000 (anche qui abbiamo un diagonal con max proprio sui 33.000) e ci fa ben sperare in un'altra operazione in gain.

A presto!


lunedì 10 marzo 2008

Eventi macroeconomici

Ho deciso che inserirò, ogni lunedì, la lista degli eventi macroeconomici della settimana in corso. visto che conoscere questi dati può essere di aiuto nella decisione di aprire una posizione piuttosto che un'altra.

Molti indicatori sono correlati tra di loro (uno anticipa la previsione dell'altro) e tuttavia, a volte, un indicatore influisce su un altro solo perchè viene diffuso prima, ad esempio i prezzi alla produzione prima dei prezzi al consumo piuttosto che gli indici di fiducia delle famiglie prima dei consumi.
Il problema maggiore sussiste quando due indicatori danno indicazioni divergenti (e quindi bisogna stabilire quale sia il più affidabile).
Attenzione dunque a cosa dicono e prendiamone in considerazione sempre più di uno (correlati possibilmente fra loro) prima di fare alcun tipo di valutazione.

Lunedì 10 marzo:

Ore 00.50 GIAPPONE ordini di macchinari gennaio;
Ore 08.00 GERMANIA bilancia commerciale gennaio;
Ore 08.45 FRANCIA produzione industriale gennaio;
Ore 10.00 ITALIA produzione industriale gennaio;
Ore 10.30 GRAN BRETAGNA produzione manifatturiera e industriale gennaio;
Ore 10.30 GRAN BRETAGNA indice prezzi alla produzione febbraio;
Ore 15.00 USA vendite e scorte dei grossisti gennaio.


Martedì 11 marzo:

Ore 11.00 GERMANIA indice Zew marzo;
Ore 13.30 USA bilancia commerciale gennaio.


Mercoledì 12 marzo:

Ore 00.50 GIAPPONE PIL (2a stima) 4° trimestre;
Ore 06.00 GIAPPONE indice fiducia consuatori febbraio;
Ore 11.00 EUROPA produzione industriale gennaio;
Ore 15.30 USA scorte settimanali petrolio e derivati.


Giovedì 13 marzo:

Ore 05.30 GIAPPONE produzione industriale (rev.) gennaio;
Ore 13.30 USA prezzi importazioni febbraio;
Ore 13.30 USA richieste settimanali di sussidi di disoccupazione;
Ore 13.30 USA vendite al dettaglio febbraio;
Ore 15.00 USA scorte delle imprese gennaio.


Venerdì 14 marzo:

Ore 11.00 EUROPA inflazione febbraio;
Ore 11.00 EUROPA costo del lavoro 4° trimestre;
Ore 13.30 USA inflazione febbraio;
Ore 15.00 USA indice fiducia famiglie preliminare (Univ. Michigan) marzo.



A presto!

e-course in 24 ore

venerdì 29 febbraio 2008

Ancora un aggiornamento su Autogrill

Oggi Autogrill crolla miseramente con perdite superiori al 4% e decidiamo di rollare; ricompriamo dunque le 5 call 11,5 a 0,071 (le avevamo vendute a 0,198) guadagnando, al netto delle commissioni, 267,5€ in poche ore e vendiamo 5 call 11 scadenza Marzo a 0,195 (incassando altre 462,5€ nette).

L'indice S&P/MIB ha, a sua volta perso molto portandosi, a pochi minuti dell'apertura di Wall Street, a circa 33500, aspettiamo Lunedì per decidere se rollare o meno.

A presto!

giovedì 28 febbraio 2008

Rolling su Autogrill

Poche righe per aggiornare la posizione su Autogrill.

Il titolo è in fase di stallo da qualche giorno in area 11,2 - 11,4, decidiamo quindi di rollare il lato "Short" (5 call 12) che avevamo venduto a 0,137 ricomprando le 5 call a 0,0955 (guadagno 53€ al netto delle commissioni) e vendiamo 5 call 11,5 scadenza sempre Marzo 2008 a 0,198 incassando 470€ (sempre al netto delle commissioni).

Per quanto riguarda il calendar sull'indice aspettiamo ancora; la salita a quota 34500 potrebbe arrestarsi e rientrare.
Nel caso salisse ancora tra oggi e Lunedì ci teniamo pronti a rollare tutto, probabilmente in parità.

A presto!

e-course in 24 ore

lunedì 25 febbraio 2008

Eventi attesi per la settimana dal 25 al 29 febbraio

Alcune volte ci si chiede dove sia possibile reperire informazioni riguardanti gli eventi principali del mercato borsistico italiano e o straniero, come per esempio stacco di dividendi da parte delle Società quotate, assemblee ordinarie e straordinarie, bilanci, CdA (consigli di amministrazione), dati macroeconomici italiani o anche internazionali.
Conoscere queste informazioni spesso fa la differenza tra un trade vincente ed uno perdente nonostante una corretta analisi tecnica del sottostante.
A tal proposito riporto il dettaglio degli eventi societari e di quelli macroeconomici di questa settimana prelevati direttamente dal sito di Borsa Italiana:

FTAOnline News, Milano, 25 Feb - 09:30

Eventi societari

Lunedì 25 febbraio:
Rendiconto annuale: FIRST ATLANTIC RE SGR; SORGENTE SGR;
Coefficiente di rettifica: CAIRO COMMUNICATION;
Assemblea bilancio: SCREEN SERVICE;
Assemblea ordinaria: KERSELF (2a); AUTOSTRADA TO-MI (1a); SCREEN SERVICES (1a);
Assemblea straordinaria: KERSELF (2a);
Ex provento: PIRELLI & C. RE SGR;
Cambio codice Isin: CAIRO COMMUNICATION.

Martedì 26 febbraio:
Assemblea bilancio: I VIAGGI DEL VENTAGLIO; SCREEN SERVICE BROADCASTING;
Bilancio preconsuntivo: TERNA;
CdA bilancio: SOGEFI;
Assemblea ordinaria: KERSELF (3a); AUTOSTRADA TO-MI (2a); SCREEN SERVICES (2a); I VIAGGI DEL VENTAGLIO (1a);
Assemblea straordinaria: KERSELF (3a);
Rendiconto annuale: FIMIT SGR; VEGAGEST SGR.

Mercoledì 27 febbraio:
CdA bilancio: GEOX; TENARIS; RETELIT;
Rendiconto annuale: INVESTIRE IMMOBILIARE SGR;
Ex provento: iSHARES;
Presentazione agli analisti: GEOX;
Assemblea straordinaria: EUROFLY (1a).

Giovedì 28 febbraio:
Terza trimestrale: PIQUADRO;
CdA bilancio: S+R INVESTIMENTI E GESTIONI SGR; EXPRIVIA; FASTWEB; TELECOM ITALIA MEDIA;
Assemblea di bilancio: I GRANDI VIAGGI;
Assemblea ordinaria: I GRANDI VIAGGI (1a);
Assemblea straordinaria: EUROFLY (2a);
Rendiconto annuale: CAAM RE ITALIA SGR; MPS VENTURE SGR; BNP PARIBAS; RREEF SGR; PIONEER INVESTMENT MANAGEMENT.

Venerdì 29 febbraio:
CdA bilancio: MAFFEI; MEDIACONTECH;
Rendiconto annuale: FIDIA;
Presentazione agli analisti: FASTWEB.

Eventi macroeconomici

Lunedì 25 febbraio:
Ore 10.00 ITALIA Vendite al dettaglio dicembre;
Ore 16.00 USA Vendite abitazioni esistenti gennaio.

Martedì 26 febbraio:
Ore 08.00 GERMANIA PIL (2a stima) 4° trimestre;
Ore 10.00 GERMANIA Indice IFO (fiducia imprese) febbraio;
Ore 12.00 GRAN BRETAGNA Indagine CBI (settore distributivo) febbraio;
Ore 14.30 USA Indice prezzi alla produzione gennaio;
Ore 16.00 USA Indice prezzi abitazioni C/Shiller dicembre;
Ore 16.00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) febbraio.

Mercoledì 27 febbraio:
Ore 08.00 GERMANIA Prezzi importazioni gennaio;
Ore 10.00 EUROPA M3 gennaio;
Ore 10.30 GRAN BRETAGNA PIL (revis.) 4° trimestre;
Ore 14.30 USA Ordini beni durevoli gennaio;
Ore 16.00 USA Vendite abitazioni nuove gennaio;
Ore 16.00 USA Audizione Ben Bernanke (Fed) alla Camera;
Ore 16.30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.

Giovedì 28 febbraio:
Ore 00.50 GIAPPONE Produzione industriale gennaio;
Ore 00.50 GIAPPONE Vendite al dettaglio gennaio;
Ore 10.00 GERMANIA Tasso di disoccupazione febbraio;
Ore 10.00 GERMANIA Variazione n° disoccupati febbraio;
Ore 14.30 USA PIL (2a stima) 4° trimestre;
Ore 14.30 USA Deflatore consumi 4° trimestre;
Ore 14.30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
Ore 16.00 USA Audizione Ben Bernanke (Fed) al Senato.

Venerdì 29 febbraio:
Ore 00.15 GIAPPONE Indice PMI manifatturiero febbraio;
Ore 00.30 GIAPPONE Consumi delle famiglie gennaio;
Ore 00.30 GIAPPONE Inflazione gennaio;
Ore 00.30 GIAPPONE Inflazione Tokyo febbraio;
Ore 00.30 GIAPPONE Jobs to applicant ratio gennaio;
Ore 00.30 GIAPPONE Tasso di disoccupazione gennaio;
Ore 08.00 GERMANIA Inflazione (prel.) febbraio;
Ore 10.30 GRAN BRETAGNA Credito al consumo gennaio;
Ore 11.00 EUROPA Indici fiducia febbraio;
Ore 11.00 EUROPA Inflazione gennaio;
Ore 11.00 EUROPA Tasso di disoccupazione gennaio;
Ore 11.00 ITALIA Inflazione (prel.) febbraio;
Ore 12.00 ITALIA PIL annuale 2007;
Ore 12.00 ITALIA Deficit/PIL 2007;
Ore 14.30 USA Spesa per consumi gennaio;
Ore 14.30 USA Deflatore consumi gennaio;
Ore 14.30 USA Redditi delle famiglie gennaio;
Ore 15.45 USA Indice NAPM Chicago febbraio;
Ore 16.00 USA Indice fiducia famiglie (Univ. Michigan) febbraio.

Le informazioni qui sopra riportate sono alla portata di tutti:

http://www.borsaitaliana.it/documenti/rubriche/borsainforma/eventi25-29febb08.htm

A presto!

lunedì 18 febbraio 2008

Calendar Spread sull’Indice S&P/MIB

Venerdì scorso abbiamo chiuso il vertical spread sull’indice con un guadagno netto di 587,5€; in realtà la posizione si è chiusa da sola essendo arrivati a scedenza, le due put erano, in quel momento, entrambe in the money.
Con il senno del poi diciamo che avremmo potuto modificare, ad un certo punto, trasformando il tutto in un Condor che forse avrebbe portato un guadagno maggiore ma... va bene così, come si dice, chi si accontenta gode.
E’ scaduta anche la call 14 di febbraio su Autogrill (per noi short) e ora, nel dubbio se uscire o meno completamente o shortare una nuova call optiamo per la seconda ipotesi, vendendo 5 call 12 e incassando subito 0,137 (317,5€ al netto delle commissioni), siamo parzialmente coperti dalla call 14 giugno che vale ancora 0,133 (332,5€) ma la CC&G ci chiede un pò di margine (Autogrill oggi, 18 Febbraio, quota 11,2€).
In cassa abbiamo, ad oggi 4930€, questo mese non abbiamo guadagnato niente ma l’importante è che, nel complesso, non abbiamo perso (e abbiamo ancora Autogrill aperto).
Ora decidiamo di aprire un calendar spread B2B (back to back – ovvero con le call acquistate e vendute aventi scadenza differita di un mese una rispetto all’altra) sull’Indice;
Il calendar fino ad ora non ci ha dato grosse soddisfazioni (anzi) ma stoicamente ci crediamo ancora e la scelta di aprirlo sull’indice è dovuta, principalmente, al fattore commissioni.

Scelta del sottostante:
Il sottostante è, appunto, l’indice S&P/MIB, sempre e comunque liquido, per quanto riguarda il numero di opzioni trattate.
Il valore delle opzioni at the money è tale per cui le commissioni hanno un valore percentuale molto modesto e questo dovrebbe consentire le modifiche in maniera meno “invasiva”.
L’S&P/MIB, il 18 febbraio, ha una quotazione di 33843.


Scelta della strategia:
L’analisi sul grafico ci dice che che l’indice si trova sui minimi degli ultimi 12 mesi.
La volatilità implicita della call short è abbastanza bassa (22%) così come quella della long a scadenza più lontana (21%), la volatilità storica è 33%;Compriamo (andiamo long) 1 call scadenza Aprile (precisamente 18 Aprile) strike price 34000 pagando un premio di 1250 (3150€ incluse le commissioni di 25€) e vendiamo 1 call scadenza Marzo (21 Marzo) strike price sempre 34000 incassando 850 (2100€ sempre al netto delle commissioni).
Costo della strategia 1050€ incluse le commissioni.


Scenari:
Gli scenari possibili sono sostanzialmente 2, al di sotto del BEP inferiore perdiamo tutto quello che abbiamo speso. Al di sopra guadagnamo sempre con un massimo di circa 1800€ se il 18 Marzo, a scadenza della opzione short (cioè venduta) L’S&P/MIB varrà circa 34000.
In realtà il guadagno massimo dovrà essere decurtato di 25€ che sono le commissioni della vendita della opzione long;
Al di sopra del BEP superiore perdiamo tutto di nuovo.


Trading System:
Seguiremo l’andamento dell’Indice spostandoci, di volta in volta in prossimità degli strike superiori e inferiori a quello di massimo per riportare al centro la strategia.
La chiusura avverrà molto probabilmente a circa 10:15 giorni dalla scadenza della call di Marzo.
A presto!


Daily Top 50 Calendar Spreads