Visualizzazione degli ultimi post con etichetta delta. Mostra i post precedenti
Visualizzazione degli ultimi post con etichetta delta. Mostra i post precedenti

martedì 6 maggio 2008

Ancora sul Delta Neutrale

Vediamo ora un esempio pratico di Delta edging:
In un'ottica di hedging, il delta indica la quantità di sottostante (per esempio di azioni) da negoziare (comprare/vendere) per compensare le perdite/guadagni derivanti dal movimento del premio dell'opzione (strategia Delta neutral).
Ipotizziamo dunque di aver comprato 20 opzioni call GENERALI (CG) ognuna delle quali dà diritto ad acquistare (per via del lotto minimo) 100 azioni sottostanti (G). Il prezzo del titolo sia P = 20€, il premio dell'opzione sia (p) = 0,2€. Ipotizziamo che il delta dell'opzione sia D = 0.40. Si può creare una strategia Delta neutrale vendendo (allo scoperto) una quantità pari a D x CG x G = 0.40 x 20 x 100 = 800 azioni.
Per verificare questa strategia supponiamo che il prezzo dell'azione aumenti di 1€: sulle 800 azioni vendute si realizza una perdita di -800 x 1 = -800€. Contemporaneamente, il premio dell'opzione aumenta di 1 x 0.4 = 0.4€, con un guadagno di 0.4 x CG x G = 0.4 x 20 x 100 = +800€.
Supponiamo ora che il prezzo dell’azione diminuisca di 1€: sulle 800 azioni vendute si realizza un guadagno di -800 x -1 = +800€. Contemporaneamente, il premio dell'opzione diminuisce di -1 x 0.4 = -0.4€, con una perdita di -0.4 x CG x G = -0.4 x 20 x 100 = -800€.
Appare chiaro come una strategia di questo tipo, data dall'acquisto di 20 opzioni Call e dalla vendita di 800 azioni sottostanti, non sia soggetta né a perdite né a guadagni; il rischio legato all'andamento del prezzo del sottostante è stato coperto.
In realtà, non bisogna dimenticarsi che, trattandosi di una derivata di prim'ordine, il Delta indica la quantità esatta di sottostante da acquistare/vendere solo per piccoli movimenti del prezzo del sottostante stesso. In caso di grandi movimenti del prezzo del sottostante, il Delta non è più sufficiente per effettuare una copertura corretta.
Il delta è inoltre influenzato dal livello della volatilità implicita e del tempo a scadenza. Per questa ragione, la strategia Delta neutral necessita (come già detto) in via teorica di continui ribilanciamenti al cambiare dei parametri di pricing dell'opzione.

A presto!

martedì 29 aprile 2008

Strategie neutrali rispetto al delta

Oggi vorrei parlare del Delta Edging e, più in generale, delle strategie Delta neutrali considero (non solo io) molto profittevoli.
C’è da dire che i traders professionisti pensano in termini di spreads e si proteggono sempre per rimanere neutri rispetto alla direzione del mercato.
La direzione del sottostante è meno importante della volatilità delle opzioni e della volatilità dello stesso titolo.
La strategia adatta è vendere perchè la volatilità delle opzioni è alta (opzioni costose) e, di contro, la strategia low-risk è comprare perchè la volatilità implicita è bassa (opzioni poco costose).

E’ psicologicamente difficile fare trading basandosi solamente su considerazioni sulla volatilità perchè purtroppo è naturale, guardando un grafico, giungere a conclusioni circa la direzione futura del mercato ed essere tentati di influenzare le nostre strategie nella direzione in cui riteniamo che i prezzi si muoveranno.

Tuttavia, il punto fondamentale del trading “neutrale” sta nel fatto che il trader vuole fare i soldi in base alla accuratezza della sua previsione sulla volatilità e non sulla previsione giusta o sbagliata della direzione del mercato. Ecco perchè nascono gli spreads neutri rispetto al delta. Questo tipo di posizioni va aggiustata continuamente se la strategia diventa troppo long o troppo short e questo ci porta al secondo aspetto di questo tipo di trading: agire senza esitazioni quando il mercato ci da delle indicazioni.

Se la posizione diventa troppo lunga o troppo corta, dobbiamo aggiustare il tiro “meccanicamente”, cioà in modo quasi automatico senza sperare che il prezzo si muova a nostro vantaggio. E’ naturale (direi purtroppo) voler concedere al mercato una possibilità di tornare dalla nostra parte, ma il fatto è che il mercato già ci ha dimostrato che avevamo torto la prima volta (modificando il delta spostandosi con il sottostante), e dunque è meglio non sperare in un successivo aggiustamento.

A presto!

mercoledì 28 novembre 2007

Premio, Volatilità e Delta

Ho deciso di aprire una posizione su Autogrill; il mercato non da molti spunti, è molto volatile e non si sa quale direzione deve prendere.
Una semplice considerazione da fare potrebbe essere quella di comprare quando la volatilità implicita è bassa e vendere quando è alta (ovviamente rispetto alla storica) e questo perchè come sempre, quando parliamo di soldi, bisogna cercare di comprare a poco e vendere a tanto.
Premio e volatilità vanno di pari passo (ricordo che la volatilità incide solo sul time value dell'opzione e non sul valore intrinseco) e quando il prezzo dell'opzione è troppo alto, è la volatilità che è alta e viceversa.
Ma se non sono in grado di calcolarla e confrontarla con quella storica?
Posso usare il Delta.
E' abbastanza risaputo che il delta di un'opzione rappresenta (anche) la probabilità dell'opzione di scadere ITM. Mi aspetto quindi di pagare poco per una opzione OTM e molto una ITM ma quanto poco o quanto molto? E dovendo decidere tra due opzioni con strike diversi?
Una soluzione potrebbe essere quella di fare il confronto tra i rapporti premio dell'opzione (ad un certo strike) / delta di due opzioni con diversi strike.
Facciamo un esempio pratico (quello di Autogrill di oggi):
Ho acquistato un contratto call strike 12 a 0,258 punti; il lotto minimo è 500 e ho speso in totale 0,258x500 = 129€ più 25€ di commissioni per un totale di 154€.
Il BEP si trova a 12,31 ma non puntiamo ad andare ITM, quello che vogliamo (speriamo) è un aumento del valore prima della scadenza e rivendere.
Questa opzione l'ho confrontata con una call strike 11,5 che quotava 0,522.
La scelta della call 12 è stata determinata dal fatto che il rapporto Premio/Delta era inferiore allo stesso rapporto calcolato per la call 11,5 e questo significa che la call era sottovalutata rispetto all'altra.
Per curiosità sono andato a controllare la volatilità implicita e, guarda caso, ho trovato lo stesso risultato!
Un'ultima cosa, vi segnalo un link per scaricare (gratuitamente si intende) una applicazione excel per la simulazione; è studiato per il mercato americano ma, facendo alcuni calcoli è adattabilissimo anche a quello delle isoalfa nostre.
Alla prossima.

mercoledì 24 ottobre 2007

La pasta all’uovo e lo Strangle su Generali

Pochi giorni fa ho deciso di fare la pasta all’uovo, in casa;
in particolare era mia intenzione fare le fettuccine, o tagliatelle che dir si voglia!
Mi hanno regalato la macchina che può fare la sfoglia con la quale fare lasagne, tagliatelle o tonnarelli.... ho optato per le tagliatelle.
Prima però ho dovuto preparate l’impasto, che è sicuramente la parte più difficile. Farina, uova, e il gioco è fatto... o quasi.
Il problema è che se anche abbiamo le dosi giuste non sempre siamo certi che il risultato sarà uguale all’aspettativa.
Le uova sono troppo fredde, o troppo grandi, o troppo piccole o insomma ci sono molte variabili “fastidiose” e posso assicurare che è più complicato del previsto, soprattutto per un “novizio” come me.
Il bello è, che mentre prepariamo l’impasto, se qualche cosa non va possiamo aggiungere elementi come acqua o farina, fino ad ottenere il risultato voluto.

Con le opzioni vale lo stesso principio.
Le dosi iniziali sono il setup, che è la cosa più importante! Uova e farina per la pasta all’uovo ci devono essere!
Se qualche cosa non va, aggiustiamo il tiro inserendo e/o togliendo altre opzioni in corso d’opera (acqua e/o farina).

Lo strangle su generali è stato aperto per simulare una situazione difficile; è quasi impossibile che il titolo raggiunga e superi i valori BEP (Break even Point) calcolati, dovrebbe muoversi percentualmente troppo, in poco tempo, e questo (anche se a ridosso di una trimestrale) è molto difficile per i titoli italiani.
Del resto dando un’occhiata ai Delta delle due opzioni il giorno dell’acquisto avremmo visto che per la put il Delta era pari a 0,013 e per la call era 0,421.
Se ricordiamo quanto scritto a proposito del Delta nel post “Trading e Probabilità" del 21 Agosto 2007, e cioè che esso rappresenta, per certi versi, la probabilità dell’opzione di scadere in the money, avremmo avuto:
Per la put - probabilità di scadere ITM 1,3%
Per la call - probabilità di scadere ITM 42,1%
La probabilità che almeno uno dei due eventi si verifichi (calcolata il giorno di setup) è data dalla somma delle singole probabilità e in questo caso sarebbe di circa il 43,4% (inferiore al 50%), dunque quel giorno, avremmo dovuto scartare lo strangle dai possibili trade profittevoli. Il setup era sbagliato!

Detto questo ormai siamo dentro (ci siamo entrati appositamente), vediamo come uscirne senza troppo dolore.

Daily Top 50 Calendar Spreads