Proseguiamo il discorso sui time spread e parliamo della condizione più importante che deve sussistere per aumentare in maniera esponenziale, non solo la probabilità di profitto ma anche il profitto stesso.
Deve esistere uno skew di volatilità tra le due opzioni tale che l’opzione venduta abbia volatilità almeno il 15% più alta dell’opzione acquistata.
In effetti è un pò come per i vertical, dove lo skew è elevato c’è molta probabilità che ritorni in condizioni normali, in un certo senso si “livelli” per effetto del ritorno verso la media della volatilità stessa.
Il concetto fondamentale è quello insito nella definizione dello spread trading stesso dove ciò che conta è la differenza tra quello che ho comprato e quello che ho venduto e la sua variazione man mano il tempo passa.
Dunque non dovremmo soffermarci solo sul pay-off a scadenza, il profitto dovrebbe essere fatto prima.
Torniamo a bomba... se compro con una VI inferiore del 15% rispetto alla vendita, il costo dello spread è sicuramente molto basso, vediamo perchè:
Parlando di calendar ATM, avendo a che fare solo con valore estrinseco la differenza di premio è dovuta al valore temporale che, ovviamente, è maggiore per le opzioni con scadenza lontana rispetto a quelle con scadenza più ravvicinata (o almeno dovrebbe esserlo, per questo i calendar hanno tutti vega >0), se però la differenza di VI è >= 15% la differenza di premio di cui sopra si assottiglia moltissimo.
Ricapitolando il costo del calendar è talmente basso che certamente i BEP saranno molto lontani rispetto al valore di strike del calendar stesso e se riusciamo ad aprire una posizione con i BEP ognuno distante il 20 – 30% rispetto al sottostante, siamo a cavallo.
Se poi il sottostante stesso rimane prossimo allo strike, tanto meglio, altrimenti, se si verificasse un movimento molto forte, la VI dovrebbe aumentare al punto di permetterci comunque di uscire in gain in breve tempo.
A presto!
domenica 23 novembre 2008
domenica 2 novembre 2008
Time Spread (parte 1)
Nel trading con le opzioni i time spreads sono, a mio parere, la via migliore per fare profitto.
Questo soprattutto perchè il rapporto tra il rendimento e il rischio è realmente molto elevato.
Trattando i vertical, per esempio, ci troviamo troppo spesso (per non dire sempre) a dover investire somme “ragguardevoli” per aver ragione di un risultato del 15 – 20% di profitto.
E’ vero che, impostati bene, sono trade che hanno una elevata probabilità di riuscita, ma è anche sempre vero che a volte non tutto va bene e solo utilizzando un corretto money management possiamo evitare di perdere il massimo.
Tutto si complica nei casi di elevata volatilità sul sottostante come è successo negli “ultimi” giorni di borsa dove tutti i supporti sono stati letteralmente spazzati via e le variazioni dei sottostanti hanno superato in molti casi il 20% del valore iniziale.
Detto questo sarebbe logico essere portati a pensare che i time spreads non siano certo delle strategie da adottare in queste fasi di mercato.
Io non la penso così.
Troppo spesso abbiamo sentito dire che un buon calendar, per esempio, deve essere impostato in previsione di un aumento di volatilità e dunque quando la volatilità delle opzioni è bassa. Ma deve essere proprio così?
Che dire del fatto che (sempre parlando del calendar) dovrebbe essere usato in condizioni di mercato neutral?
Non voglio fare il bastian contrario, sicuramente le condizioni ottimali sono quelle appena citate eppure ce n’è una che, secondo me, è in assoluto la più importante e che dimostra che, se impostiamo lo spread correttamente, un calendar, piuttosto che un diagonal o, meglio ancora un double diagonal siano strategie che possono essere utilizzate sempre.
Nel prossimo post approfondiremo il discorso, per ora pensiamo solo alla possibilità di avere dei BEP veramente molto molto larghi rispetto alla quotazione del sottostante.
A presto!
Questo soprattutto perchè il rapporto tra il rendimento e il rischio è realmente molto elevato.
Trattando i vertical, per esempio, ci troviamo troppo spesso (per non dire sempre) a dover investire somme “ragguardevoli” per aver ragione di un risultato del 15 – 20% di profitto.
E’ vero che, impostati bene, sono trade che hanno una elevata probabilità di riuscita, ma è anche sempre vero che a volte non tutto va bene e solo utilizzando un corretto money management possiamo evitare di perdere il massimo.
Tutto si complica nei casi di elevata volatilità sul sottostante come è successo negli “ultimi” giorni di borsa dove tutti i supporti sono stati letteralmente spazzati via e le variazioni dei sottostanti hanno superato in molti casi il 20% del valore iniziale.
Detto questo sarebbe logico essere portati a pensare che i time spreads non siano certo delle strategie da adottare in queste fasi di mercato.
Io non la penso così.
Troppo spesso abbiamo sentito dire che un buon calendar, per esempio, deve essere impostato in previsione di un aumento di volatilità e dunque quando la volatilità delle opzioni è bassa. Ma deve essere proprio così?
Che dire del fatto che (sempre parlando del calendar) dovrebbe essere usato in condizioni di mercato neutral?
Non voglio fare il bastian contrario, sicuramente le condizioni ottimali sono quelle appena citate eppure ce n’è una che, secondo me, è in assoluto la più importante e che dimostra che, se impostiamo lo spread correttamente, un calendar, piuttosto che un diagonal o, meglio ancora un double diagonal siano strategie che possono essere utilizzate sempre.
Nel prossimo post approfondiremo il discorso, per ora pensiamo solo alla possibilità di avere dei BEP veramente molto molto larghi rispetto alla quotazione del sottostante.
A presto!
Iscriviti a:
Post (Atom)