Il titolo di questo post è leggermente fuorviante, infatti il trading di volatilità è un argomento abbastanza complesso; tuttavia ho scelto questo titolo perchè il trading con le opzioni, in qualunque modo si faccia è, a mio parere, trading di volatilità!
Dico questo perchè dopo gli ultimi due post sul delta edging, sul forum molte domande hanno interessato un aspetto fondamentale e cioè quanto, in quel caso, sia più importante prevedere dove andrà la volatilità che non dove andrà il mercato.
In effetti la cosa suona strana anche perchè fino ad oggi non eravamo abituati a ragionare in tal senso.
Pensiamoci un attimo. L'attività di trading di qualsivoglia strumento finanziario si basa su un principio molto semplice, comprare a poco e vendere a tanto o, comunque, ad un prezzo superiore a quello d'acquisto.
Questo è vero a prescindere da quale operazione si esegue prima (comprare e vendere).
Capire questo concetto elementare è molto semplice se pensiamo alle azioni, in questo caso bisogna tentare di capire quale sia la direzione del mercato e cercare di spuntare dei prezzi di acquisto/vendita che diano un profitto sufficiente (per noi).
Il prezzo è dato da chi partecipa il mercato e cioè tutti coloro che, acquistando e/o vendendo fanno aumentare o diminuire il prezzo del titolo.
Nel trading con le opzioni non è la stessa cosa, infatti il prezzo stesso è frutto di un insieme di variabili (strike, tempo a scadenza, tipo di opzione, etc.) la più importante delle quali è proprio la volatilità (implicita).
Il discorso è un pò lungo, per ora Vi lascio con un esempio:
Se compro una call, devo farlo ad un prezzo più basso possibile, non basta comprare e sperare che il sottostante si porti ad un valore tale da rendere l'opzione ITM per il semplice fatto che il valore dell'opzione incide anche sul BEP; più è alto il prezzo dell'opzione che acquisto, più il BEP si allontana, allontanando il punto in cui comincio a fare profitto (verificate).
Ma comprare ad un prezzo basso significa che la volatilità implicita è bassa e quindi, in un certo senso, sto facendo trading di volatilità. In questo modo, se anche il titolo non dovesse raggiungere il punto di pareggio ma la volatilità implicita si alzasse (per talune aspettative di mercato), potrei comunque andare in profitto.
A presto!
venerdì 23 maggio 2008
martedì 6 maggio 2008
Ancora sul Delta Neutrale
Vediamo ora un esempio pratico di Delta edging:
In un'ottica di hedging, il delta indica la quantità di sottostante (per esempio di azioni) da negoziare (comprare/vendere) per compensare le perdite/guadagni derivanti dal movimento del premio dell'opzione (strategia Delta neutral).
Ipotizziamo dunque di aver comprato 20 opzioni call GENERALI (CG) ognuna delle quali dà diritto ad acquistare (per via del lotto minimo) 100 azioni sottostanti (G). Il prezzo del titolo sia P = 20€, il premio dell'opzione sia (p) = 0,2€. Ipotizziamo che il delta dell'opzione sia D = 0.40. Si può creare una strategia Delta neutrale vendendo (allo scoperto) una quantità pari a D x CG x G = 0.40 x 20 x 100 = 800 azioni.
Per verificare questa strategia supponiamo che il prezzo dell'azione aumenti di 1€: sulle 800 azioni vendute si realizza una perdita di -800 x 1 = -800€. Contemporaneamente, il premio dell'opzione aumenta di 1 x 0.4 = 0.4€, con un guadagno di 0.4 x CG x G = 0.4 x 20 x 100 = +800€.
Supponiamo ora che il prezzo dell’azione diminuisca di 1€: sulle 800 azioni vendute si realizza un guadagno di -800 x -1 = +800€. Contemporaneamente, il premio dell'opzione diminuisce di -1 x 0.4 = -0.4€, con una perdita di -0.4 x CG x G = -0.4 x 20 x 100 = -800€.
Appare chiaro come una strategia di questo tipo, data dall'acquisto di 20 opzioni Call e dalla vendita di 800 azioni sottostanti, non sia soggetta né a perdite né a guadagni; il rischio legato all'andamento del prezzo del sottostante è stato coperto.
In realtà, non bisogna dimenticarsi che, trattandosi di una derivata di prim'ordine, il Delta indica la quantità esatta di sottostante da acquistare/vendere solo per piccoli movimenti del prezzo del sottostante stesso. In caso di grandi movimenti del prezzo del sottostante, il Delta non è più sufficiente per effettuare una copertura corretta.
Il delta è inoltre influenzato dal livello della volatilità implicita e del tempo a scadenza. Per questa ragione, la strategia Delta neutral necessita (come già detto) in via teorica di continui ribilanciamenti al cambiare dei parametri di pricing dell'opzione.
A presto!
In un'ottica di hedging, il delta indica la quantità di sottostante (per esempio di azioni) da negoziare (comprare/vendere) per compensare le perdite/guadagni derivanti dal movimento del premio dell'opzione (strategia Delta neutral).
Ipotizziamo dunque di aver comprato 20 opzioni call GENERALI (CG) ognuna delle quali dà diritto ad acquistare (per via del lotto minimo) 100 azioni sottostanti (G). Il prezzo del titolo sia P = 20€, il premio dell'opzione sia (p) = 0,2€. Ipotizziamo che il delta dell'opzione sia D = 0.40. Si può creare una strategia Delta neutrale vendendo (allo scoperto) una quantità pari a D x CG x G = 0.40 x 20 x 100 = 800 azioni.
Per verificare questa strategia supponiamo che il prezzo dell'azione aumenti di 1€: sulle 800 azioni vendute si realizza una perdita di -800 x 1 = -800€. Contemporaneamente, il premio dell'opzione aumenta di 1 x 0.4 = 0.4€, con un guadagno di 0.4 x CG x G = 0.4 x 20 x 100 = +800€.
Supponiamo ora che il prezzo dell’azione diminuisca di 1€: sulle 800 azioni vendute si realizza un guadagno di -800 x -1 = +800€. Contemporaneamente, il premio dell'opzione diminuisce di -1 x 0.4 = -0.4€, con una perdita di -0.4 x CG x G = -0.4 x 20 x 100 = -800€.
Appare chiaro come una strategia di questo tipo, data dall'acquisto di 20 opzioni Call e dalla vendita di 800 azioni sottostanti, non sia soggetta né a perdite né a guadagni; il rischio legato all'andamento del prezzo del sottostante è stato coperto.
In realtà, non bisogna dimenticarsi che, trattandosi di una derivata di prim'ordine, il Delta indica la quantità esatta di sottostante da acquistare/vendere solo per piccoli movimenti del prezzo del sottostante stesso. In caso di grandi movimenti del prezzo del sottostante, il Delta non è più sufficiente per effettuare una copertura corretta.
Il delta è inoltre influenzato dal livello della volatilità implicita e del tempo a scadenza. Per questa ragione, la strategia Delta neutral necessita (come già detto) in via teorica di continui ribilanciamenti al cambiare dei parametri di pricing dell'opzione.
A presto!
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