Gennaio non è stato un mese positivo per la borsa e noi non abbiamo fatto molta eccezione con le posizioni che avevamo in portafoglio, la strategia di Calendar Spread aperta per correggere la call naked di Novembre su Autogrill non ha sortito gli effetti sperati e abbiamo perso, in totale 147,5€.
Nel frattempo abbiamo aperto un'altro calendar OTM sempre su Autogrill che, attualmente in perdita, teniamo ancora in portafoglio; la strategia sarà gestita fino al 22 febbraio, data della scadenza della call 14 venduta, non è detta l'ultima parola...
Detto questo Venerdì 18 Gennaio abbiamo aperto un Bear Put Spread sull'indice S&P/MIB, in seguito al fatto che lo stesso, pochi giorni fa, ha rotto un supporto a tre mesi a quota 37300.
Abbiamo comprato una Put 38000 che quotava 1855 punti e venduto la Put 37000 per 1110 punti, il costo della strategia è stato di 1943€ comprese le commissioni e il BEP si trova a 37200, proprio sui livelli del supporto (ora resistenza) di cui sopra.
A fronte di questa spesa avremo un guadagno a scadenza di circa 600€.
Abbiamo ancora circa 2400€ per il trading, ricordo che da quando abbiamo cominciato a simulare partendo da 3000€ ipotetici, siamo arrivati a 5000€ da cui oggi, visto le posizioni che abbiamo in portafoglio, 2400€ appunto.
Non ci esponiamo di più per questo mese, almeno non prima di chiudere una posizione o di trovare "l'affare" del momento.
A presto!
lunedì 21 gennaio 2008
martedì 15 gennaio 2008
Il Wizard di OptionsOracle
Prendo spunto da un commento su un post di qualche giorno fa per spiegare in breve come utilizzare la funzione di Strategy Wizard del software OptionsOracle.
Innanzitutto cerchiamo di capire perchè utilizzare questa funzione e quanto essa sia importante.
Il Wizard permette di trovare le posizioni più profittevoli partendo da una strategia scelta e una serie di titoli (o un titolo solo se si preferisce) definiti in partenza.
A questo proposito vorrei fare alcune considerazioni.
L'obiettivo, nel fare trading in opzioni, dovrebbe essere quello di guadagnare con il minor rischio possibile.
Perchè allora non scegliere, per esempio, solo quelle strategie per noi meno rischiose o che hanno una maggiore probabilità di portare un gain?
Invece cioè di "fissarci" su uno o due titoli e cercare di tradarli in ogni momento del mercato, ragioniamo al contrario, partiamo da una strategia che ci va a genio e la "spalmiamo" su una decina di titoli cercando quello che performa meglio.
Poi possiamo cambiare strategia e ricominciare da capo...
A questo ci pensano i software, fortunatamente, e OptionsOracle è uno di questi.
Ma come si fa?
Per cominciare scegliamo una serie di titoli dell'S&P/MIB con opzioni molto liquide, diciamo che questi titoli potrebbero essere: ENI, ENEL, STM, FIAT, GENERALI, AUTOGRILL, MEDIASET, UNICREDIT e qualcun altro;
Poi scegliamo la strategia;
Scegliamo il Calendar Spread (prendendo spunto sempre dal commento di cui sopra) che tra l'altro è anche una delle mie strategie preferite, e passiamo allo step successivo del Wizard nel quale dobbiamo impostare alcuni filtri.
Per il calendar è importante che la volatilità implicita (VI) sia più bassa possibile (e dunque impostiamo un range da 0 a 20%) e che la storica (VS) non sia da meno (per poter beneficiare del vega positivo e quindi di un buon gain in caso di aumento della volatilità); per questo secondo imput possiamo scegliere di definire un range basso della VS (più basso della VI) per esempio tra 0 e 15% oppure un rapporto VI/VS da 100 a 200%.
A questo punto passiamo allo step 4 e definiamo un valore minimo del rapporto Max Profit/Max Loss pari a 1.
Non resta che fare il download e il gioco è fatto.
Per finire voglio aggiungere tre cose:
La prima è che quello fatto è solo un esempio ma i criteri di filtraggio sono moltissimi, nello step 4 si puo anche "giocare" con i valori delle greche.
La seconda è che per poter utilizzare bene questa funzione bisogna prima studiare bene la strategia scelta per capire quali filtri applicare, altrimenti il metodo ci rema contro.
La terza ed ultima è che non sempre, quando si fa il download, si ottengono dei risultati; non bisogna pensare che il programma non funziona, se i filtri sono molto forzati il software semplicemente non riesce a trovare posizioni con quel tipo di caratteristiche.
A presto!
Innanzitutto cerchiamo di capire perchè utilizzare questa funzione e quanto essa sia importante.
Il Wizard permette di trovare le posizioni più profittevoli partendo da una strategia scelta e una serie di titoli (o un titolo solo se si preferisce) definiti in partenza.
A questo proposito vorrei fare alcune considerazioni.
L'obiettivo, nel fare trading in opzioni, dovrebbe essere quello di guadagnare con il minor rischio possibile.
Perchè allora non scegliere, per esempio, solo quelle strategie per noi meno rischiose o che hanno una maggiore probabilità di portare un gain?
Invece cioè di "fissarci" su uno o due titoli e cercare di tradarli in ogni momento del mercato, ragioniamo al contrario, partiamo da una strategia che ci va a genio e la "spalmiamo" su una decina di titoli cercando quello che performa meglio.
Poi possiamo cambiare strategia e ricominciare da capo...
A questo ci pensano i software, fortunatamente, e OptionsOracle è uno di questi.
Ma come si fa?
Per cominciare scegliamo una serie di titoli dell'S&P/MIB con opzioni molto liquide, diciamo che questi titoli potrebbero essere: ENI, ENEL, STM, FIAT, GENERALI, AUTOGRILL, MEDIASET, UNICREDIT e qualcun altro;
Poi scegliamo la strategia;
Scegliamo il Calendar Spread (prendendo spunto sempre dal commento di cui sopra) che tra l'altro è anche una delle mie strategie preferite, e passiamo allo step successivo del Wizard nel quale dobbiamo impostare alcuni filtri.
Per il calendar è importante che la volatilità implicita (VI) sia più bassa possibile (e dunque impostiamo un range da 0 a 20%) e che la storica (VS) non sia da meno (per poter beneficiare del vega positivo e quindi di un buon gain in caso di aumento della volatilità); per questo secondo imput possiamo scegliere di definire un range basso della VS (più basso della VI) per esempio tra 0 e 15% oppure un rapporto VI/VS da 100 a 200%.
A questo punto passiamo allo step 4 e definiamo un valore minimo del rapporto Max Profit/Max Loss pari a 1.
Non resta che fare il download e il gioco è fatto.
Per finire voglio aggiungere tre cose:
La prima è che quello fatto è solo un esempio ma i criteri di filtraggio sono moltissimi, nello step 4 si puo anche "giocare" con i valori delle greche.
La seconda è che per poter utilizzare bene questa funzione bisogna prima studiare bene la strategia scelta per capire quali filtri applicare, altrimenti il metodo ci rema contro.
La terza ed ultima è che non sempre, quando si fa il download, si ottengono dei risultati; non bisogna pensare che il programma non funziona, se i filtri sono molto forzati il software semplicemente non riesce a trovare posizioni con quel tipo di caratteristiche.
A presto!
lunedì 7 gennaio 2008
Spread denaro-lettera e prezzi di esercizio
Innanzitutto vorrei parlare degli spread;
I market maker sono coloro che quotano, in denaro e lettera, le opzioni. Questi "signori" hanno l'onere e l'onore di decidere quanto vale una opzione e decidono (fino ad un certo punto) quali sono gli spread da applicare. Borsa Italiana infatti ha deciso di limitare sul massimo il valore di questi spread in base al prezzo "denaro" dell'opzione stessa ed esistono delle tabelle (sia per le opzioni sull'indice che per le opzioni su azioni) messe a disposizione sul sito di Borsa Italiana dove questi valori sono riportati.
Uno spread eccessivamente alto configura una scarsa tradabilità o comunque "pericolosa" visto che comprare e vendere un contratto d'opzione, nel giro di 2 minuti, potrebbe significare perdere (senza considerare il costo delle commissioni) anche il 30% o 40% dell'investimento.
Occhio dunque a questo parametro!
Con il software di simulazione di cui abbiamo parlato più volte (OptionsOracle) si possono impostare i parametri per scegliere solo opzioni con Spread inferiore ad un certo valore deciso da noi, Vi invito a provare.
Veniamo ora ai prezzi di esercizio. Anche questi vanno osservati attentamente, vediamo perchè:
l'intervallo tra uno strike e il successivo (o precedente) dipende dal valore del sottostante - anche qui esiste una tabella per le opzioni isoalfa - e più specificatamente varia in funzione di certi intervalli di prezzo ben definiti;
così per esempio un'azione che quota da 4 a 9€, per opzioni a scadenza entro i 12 mesi, ha un intervallo tra gli strike pari a 0,2.
Ciò significa che gli strike sono 4,2 - 4,4 - 4,6.... fino a 9,0 dopodiché variano di 0,5 in 0,5: 9,5 - 10,0 - 10,5......
E' chiaro, o almeno dovrebbe esserlo, che un conto è avere due strike (4,2 - 4,4) distanti circa il 5% e un conto è averli (8,2 - 8,4) distanti tra loro del 2,5%.
nel caso di operatività con gli spread orizzontali, per esempio un calendar, avere strike vicini in percentuale significa sicuramente poter seguire il trade giorno per giorno in modo preciso e quindi avere maggiori possibilità di copertura (e di guadagno finale) che nel caso contrario.
Quando si sceglie un titolo, sul quale fare trading in opzioni, attenzione dunque a spread e strike price prima di utilizzare una strategia piuttosto che un'altra.
A presto.
I market maker sono coloro che quotano, in denaro e lettera, le opzioni. Questi "signori" hanno l'onere e l'onore di decidere quanto vale una opzione e decidono (fino ad un certo punto) quali sono gli spread da applicare. Borsa Italiana infatti ha deciso di limitare sul massimo il valore di questi spread in base al prezzo "denaro" dell'opzione stessa ed esistono delle tabelle (sia per le opzioni sull'indice che per le opzioni su azioni) messe a disposizione sul sito di Borsa Italiana dove questi valori sono riportati.
Uno spread eccessivamente alto configura una scarsa tradabilità o comunque "pericolosa" visto che comprare e vendere un contratto d'opzione, nel giro di 2 minuti, potrebbe significare perdere (senza considerare il costo delle commissioni) anche il 30% o 40% dell'investimento.
Occhio dunque a questo parametro!
Con il software di simulazione di cui abbiamo parlato più volte (OptionsOracle) si possono impostare i parametri per scegliere solo opzioni con Spread inferiore ad un certo valore deciso da noi, Vi invito a provare.
Veniamo ora ai prezzi di esercizio. Anche questi vanno osservati attentamente, vediamo perchè:
l'intervallo tra uno strike e il successivo (o precedente) dipende dal valore del sottostante - anche qui esiste una tabella per le opzioni isoalfa - e più specificatamente varia in funzione di certi intervalli di prezzo ben definiti;
così per esempio un'azione che quota da 4 a 9€, per opzioni a scadenza entro i 12 mesi, ha un intervallo tra gli strike pari a 0,2.
Ciò significa che gli strike sono 4,2 - 4,4 - 4,6.... fino a 9,0 dopodiché variano di 0,5 in 0,5: 9,5 - 10,0 - 10,5......
E' chiaro, o almeno dovrebbe esserlo, che un conto è avere due strike (4,2 - 4,4) distanti circa il 5% e un conto è averli (8,2 - 8,4) distanti tra loro del 2,5%.
nel caso di operatività con gli spread orizzontali, per esempio un calendar, avere strike vicini in percentuale significa sicuramente poter seguire il trade giorno per giorno in modo preciso e quindi avere maggiori possibilità di copertura (e di guadagno finale) che nel caso contrario.
Quando si sceglie un titolo, sul quale fare trading in opzioni, attenzione dunque a spread e strike price prima di utilizzare una strategia piuttosto che un'altra.
A presto.
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