Proseguiamo il discorso sui time spread e parliamo della condizione più importante che deve sussistere per aumentare in maniera esponenziale, non solo la probabilità di profitto ma anche il profitto stesso.
Deve esistere uno skew di volatilità tra le due opzioni tale che l’opzione venduta abbia volatilità almeno il 15% più alta dell’opzione acquistata.
In effetti è un pò come per i vertical, dove lo skew è elevato c’è molta probabilità che ritorni in condizioni normali, in un certo senso si “livelli” per effetto del ritorno verso la media della volatilità stessa.
Il concetto fondamentale è quello insito nella definizione dello spread trading stesso dove ciò che conta è la differenza tra quello che ho comprato e quello che ho venduto e la sua variazione man mano il tempo passa.
Dunque non dovremmo soffermarci solo sul pay-off a scadenza, il profitto dovrebbe essere fatto prima.
Torniamo a bomba... se compro con una VI inferiore del 15% rispetto alla vendita, il costo dello spread è sicuramente molto basso, vediamo perchè:
Parlando di calendar ATM, avendo a che fare solo con valore estrinseco la differenza di premio è dovuta al valore temporale che, ovviamente, è maggiore per le opzioni con scadenza lontana rispetto a quelle con scadenza più ravvicinata (o almeno dovrebbe esserlo, per questo i calendar hanno tutti vega >0), se però la differenza di VI è >= 15% la differenza di premio di cui sopra si assottiglia moltissimo.
Ricapitolando il costo del calendar è talmente basso che certamente i BEP saranno molto lontani rispetto al valore di strike del calendar stesso e se riusciamo ad aprire una posizione con i BEP ognuno distante il 20 – 30% rispetto al sottostante, siamo a cavallo.
Se poi il sottostante stesso rimane prossimo allo strike, tanto meglio, altrimenti, se si verificasse un movimento molto forte, la VI dovrebbe aumentare al punto di permetterci comunque di uscire in gain in breve tempo.
A presto!