domenica 2 novembre 2008

Time Spread (parte 1)

Nel trading con le opzioni i time spreads sono, a mio parere, la via migliore per fare profitto.
Questo soprattutto perchè il rapporto tra il rendimento e il rischio è realmente molto elevato.
Trattando i vertical, per esempio, ci troviamo troppo spesso (per non dire sempre) a dover investire somme “ragguardevoli” per aver ragione di un risultato del 15 – 20% di profitto.
E’ vero che, impostati bene, sono trade che hanno una elevata probabilità di riuscita, ma è anche sempre vero che a volte non tutto va bene e solo utilizzando un corretto money management possiamo evitare di perdere il massimo.
Tutto si complica nei casi di elevata volatilità sul sottostante come è successo negli “ultimi” giorni di borsa dove tutti i supporti sono stati letteralmente spazzati via e le variazioni dei sottostanti hanno superato in molti casi il 20% del valore iniziale.
Detto questo sarebbe logico essere portati a pensare che i time spreads non siano certo delle strategie da adottare in queste fasi di mercato.
Io non la penso così.
Troppo spesso abbiamo sentito dire che un buon calendar, per esempio, deve essere impostato in previsione di un aumento di volatilità e dunque quando la volatilità delle opzioni è bassa. Ma deve essere proprio così?
Che dire del fatto che (sempre parlando del calendar) dovrebbe essere usato in condizioni di mercato neutral?
Non voglio fare il bastian contrario, sicuramente le condizioni ottimali sono quelle appena citate eppure ce n’è una che, secondo me, è in assoluto la più importante e che dimostra che, se impostiamo lo spread correttamente, un calendar, piuttosto che un diagonal o, meglio ancora un double diagonal siano strategie che possono essere utilizzate sempre.
Nel prossimo post approfondiremo il discorso, per ora pensiamo solo alla possibilità di avere dei BEP veramente molto molto larghi rispetto alla quotazione del sottostante.

A presto!

Daily Top 50 Calendar Spreads