ll grafico sottostante è proprio uno STRADDLE costituito dal contemporaneo acquisto di una opzione CALL e PUT sullo stesso strike (6,80€ titolo ENEL) e con la medesima scadenza (19 Settembre 2008).

Lo STRADDLE, affinché sia profittevole, richiede forti
variazioni del prezzo del sottostante ovvero un'elevata volatilità. Se si ritiene che tale variabile possa innalzarsi nel breve periodo può essere estremamente profittevole non aspettare la scadenza delle due Opzioni acquistate, ma liquidarle anzitempo.
Anche quì la volatilità implicita ricopre quindi un ruolo fondamentale, infatti VI bassa significa acquistare lo straddle ad un prezzo basso ed avere i BEP molto stretti (più stretti magari di 6,15 e 7,45 attuali), inoltre significa avere la possibilità di un innalzamento della stessa prima della scadenza.
Supponiamo che il giorno stesso dell'acquisto delle due, la volatilità di mercato salisse dell’1%, il valore di mercato della strategia aumenterebbe del 4,2%, pur ipotizzando l'immobilità del sottostante.
Lo STRADDLE però è una strategia molto esposta al trascorrere del tempo: con i valori attuali, al passare di un giorno, la strategia perderebbe, a parità di condizioni, lo 0,49%. Inoltre tale penalizzazione è in funzione della vita residua delle opzioni e ovviamente soggetta ad aumentare. E’ chiaro quindi che i fattori fondamentali, per uno straddle sono innanzitutto la notizia prossima di un evento riferito al titolo stesso che possa provocare una variazione del valore dell’azione di tipo considerevole, una bassa volatilità implicita delle opzioni in modo da sfruttarne l’innalzamento prima della scadenza (nella eventualità che invece il titolo non si muovesse) ed infine una scadenza lontana per mantenere un theta basso ed evitare perdita di valore delle opzioni rilevante a causa del tempo.
Alla prossima!