venerdì 26 ottobre 2007

Modifica strategia su Generali


Il titolo Generali toccava, ieri alle 17.21, quota 32,9€ portandosi ampiamente sopra il BEP superiore 31,75; in realta già il 24 ottobre eravamo ITM con la nostra call 31 scadenza Novembre.
A questo punto la nostra strategia ha funzionato con molto anticipo (noi aspettavamo il risultato della trimestrale del 31 ottobre), ne prendiamo atto e incassiamo.
Ma quanto?


Possiamo vendere lo strangle incassando dalla parte call (2,089-0,59)x100x5 = 749,5€ meno le commissioni (25+25), cioè 699,5€; dalla parte put perdiamo (0,19-0,01)x100x5 = 90€ più le commissioni (25+25) 140€.
In totale abbiamo un gain di 559,5€ (+131%) – niente male!


Quello che invece facciamo a questo punto è un’altra cosa.
Lasciamo innanzitutto aperta la posizione della put, questo perchè lasciandola scadere risparmiamo 20€ e cioè la differenza tra le commissioni della vendita (che non paghiamo se portiamo a scadenza) e la perdita totale della put rispetto ad oggi.
Infatti, a scadenza, la put sarà senza valore e noi avremmo perso 0,19x100x5 = 95€ + i 25 euro di commissioni iniziali (quando abbiamo acquistato), totale 120€.
Per quanto riguarda il lato della call, trasformiamo la strategia in una Butterfly, ovvero vendiamo 10 lotti di call 32 scadenza novembre e compriamo 5 lotti di call 33 ancora scadenza novembre.

Adesso non possiamo fare altro che aspettare il 16 novembre (giorno di scadenza delle opzioni scelte);
I possibili scenari sono tre:
1) Il titolo rimane prossimo a 32€, in questo caso guadagnamo fino ad un massimo di 920€ totali;
2) Il titolo sale sopra 33€ o scende sotto 31€ ma non scende sotto i 28, guadagnamo 420€;
3) Il titolo scende sotto i 28 € guadagnamo in proporzione a quanto scende, ma sicuramente più di 420€.
Per ora ci “accontentiamo” di 420€ sicuri a scadenza (98,4% in 1 settimana).

mercoledì 24 ottobre 2007

La pasta all’uovo e lo Strangle su Generali

Pochi giorni fa ho deciso di fare la pasta all’uovo, in casa;
in particolare era mia intenzione fare le fettuccine, o tagliatelle che dir si voglia!
Mi hanno regalato la macchina che può fare la sfoglia con la quale fare lasagne, tagliatelle o tonnarelli.... ho optato per le tagliatelle.
Prima però ho dovuto preparate l’impasto, che è sicuramente la parte più difficile. Farina, uova, e il gioco è fatto... o quasi.
Il problema è che se anche abbiamo le dosi giuste non sempre siamo certi che il risultato sarà uguale all’aspettativa.
Le uova sono troppo fredde, o troppo grandi, o troppo piccole o insomma ci sono molte variabili “fastidiose” e posso assicurare che è più complicato del previsto, soprattutto per un “novizio” come me.
Il bello è, che mentre prepariamo l’impasto, se qualche cosa non va possiamo aggiungere elementi come acqua o farina, fino ad ottenere il risultato voluto.

Con le opzioni vale lo stesso principio.
Le dosi iniziali sono il setup, che è la cosa più importante! Uova e farina per la pasta all’uovo ci devono essere!
Se qualche cosa non va, aggiustiamo il tiro inserendo e/o togliendo altre opzioni in corso d’opera (acqua e/o farina).

Lo strangle su generali è stato aperto per simulare una situazione difficile; è quasi impossibile che il titolo raggiunga e superi i valori BEP (Break even Point) calcolati, dovrebbe muoversi percentualmente troppo, in poco tempo, e questo (anche se a ridosso di una trimestrale) è molto difficile per i titoli italiani.
Del resto dando un’occhiata ai Delta delle due opzioni il giorno dell’acquisto avremmo visto che per la put il Delta era pari a 0,013 e per la call era 0,421.
Se ricordiamo quanto scritto a proposito del Delta nel post “Trading e Probabilità" del 21 Agosto 2007, e cioè che esso rappresenta, per certi versi, la probabilità dell’opzione di scadere in the money, avremmo avuto:
Per la put - probabilità di scadere ITM 1,3%
Per la call - probabilità di scadere ITM 42,1%
La probabilità che almeno uno dei due eventi si verifichi (calcolata il giorno di setup) è data dalla somma delle singole probabilità e in questo caso sarebbe di circa il 43,4% (inferiore al 50%), dunque quel giorno, avremmo dovuto scartare lo strangle dai possibili trade profittevoli. Il setup era sbagliato!

Detto questo ormai siamo dentro (ci siamo entrati appositamente), vediamo come uscirne senza troppo dolore.

giovedì 18 ottobre 2007

Acquisto Strangle su Generali

Cominciamo la simulazione con una operazione abbastanza semplice, lo strangle.
Lo strangle consiste nell’acquisto di una call a una put aventi stessa scadenza ma strike price diversi.
Scelta del titolo:Abbiamo scelto il titolo “Generali” perchè è un titolo molto liquido, ricordiamoci che l’analisi tecnica è fatta sempre sul titolo anche se operiamo con le opzioni, inoltre volumi di opzioni scambiati sono abbastanza alti rispetto a molti altri titoli dello S&P/MIB. Il titolo quota 30,74.
Scelta della strategia:
L’analisi sul grafico ci dice che che il titolo è poco volatile e che sta sui massimi degli ultimi tre mesi e si sta muovendo lentamente verso una resistenza poco superiore a 32,2 indicata da un massimo toccato (sul grafico a sei mesi) a cavallo tra aprile e maggio.
Scegliamo uno strangle per due motivi, PRIMO: il 31 ottobre verranno presentati i dati del trimestre e dunque ci aspettiamo un movimento del titolo verso l’alto o verso il basso a seconda se i risultati saranno buoni oppure no; SECONDO: il titolo, nonostante ciò che abbiamo appena detto, difficilmente si muoverà moltissimo a livello percentuale e ci porterà in perdita e questo ci servirà come esercizio per vedere come gestire il trade.
Questi sono i dati di trade: Acquisto di 5 Call 31 con scadenza Novembre e acquisto di 5 Put 29 con scadenza ancora Novembre.
Costo della strategia 376,5€ più le commissioni (supponiamo 50€ se utilizziamo IWBank) totale 426,5€.
Scenari:
Sono possibili vari scenari, il titolo si porta, prima della scadenza (16 Novembre 2007) al di sopra di 31,753 (Break Even Point superiore), e da li in poi guadagnamo; il titolo si porta al di sotto di 28,247 e anche in questo caso da quel punto in poi (Break Even Point inferiore) guadagnamo; (ipotesi più probabile) il titolo si muove all’interno di questi due valori e, in questo caso bisogna apportare qualche modifica.
Per ora aspettiamo il 31 ottobre fiduciosi, non scordandoci che, in ogni caso, possiamo sempre rivendere tutto quando vogliamo.
Trading System:
Il TS, in questo caso, consiste nel modificare il trade, se possibile, al raggiungimento di una perdita massima del 50% del valore di partenza.


Alla prossima per vedere cosa succede!

lunedì 15 ottobre 2007

La simulazione

Un passo fondamentale prima di cominciare a fare sul serio ed entrare nel mondo del trading è la simulazione, ovvero una serie più o meno lunga di prove per vedere se quello che abbiamo studiato lo abbiamo capito veramente al punto da riuscire ad applicarlo con successo nella pratica quotidiana.
Il problema è che, anche se simuliamo molto e con successo, quando entriamo nel “gioco” con i soldi veri, le cose cambiano e questo avviene sistematicamente a prescindere dal tipo di strumento con il quale operiamo perchè il gioco della borsa, in realtà non è un gioco, e perdere soldi... non piace a nessuno.
Dunque dobbiamo prepararci bene, dal punto di vista operativo e dal punto di vista psicologico.
Ancora una volta con le opzioni siamo favoriti perchè, come abbiamo detto più volte, il successo dipenderà non solo dal setup iniziale, ma dalla gestione del trade e questo è infinitamente più semplice che con qualsiasi altro strumento finanziario, derivato o no che sia.
Ma quali sono gli strumenti di simulazione che possiamo utilizzare?
Diciamo subito che ce ne sono diversi, dal semplice foglio excel per appuntare le operazioni e le strategie scelte, a complicati, o meglio, sofisticati software che permettono il calcolo in automatico delle strategie più adatte ad una data situazione di mercato, con calcolo della volatilità implicita, delle greche, grafici e in grado di scaricare i dati di mercato direttamente e in tempo reale.
Dal prossimo Post comincieremo a simulare dei trade semplici sui mercati reali, per poi passare a casi più complessi; introducendo via via alcuni software di simulazione.
A presto....

mercoledì 10 ottobre 2007

Opzioni di tipo Europeo e di tipo Americano

Le opzioni si differenziano in opzioni di tipo europeo e opzioni di tipo americano a seconda se il diritto incorporato nell’opzione può essere esercitato solo a scadenza (europeo) o in qualsiasi momento prima della scadenza (americano).
Le opzioni di tipo europeo quotate all’IDEM sono le opzioni sull’indice S&P/MIB, quelle di tipo americano sono quelle che hanno per sottostante le azioni dello stesso indice.
Le opzioni su azione quotate nei mercati USA sono anch’esse di tipo americano.
A parità di altre caratteristiche, le opzioni europee hanno sempre un valore inferiore rispetto alle opzioni americane poiché la facoltà posseduta dall'acquirente dell'opzione risulta più limitata in termini temporali.
Non è quasi mai conveniente esercitare un'opzione americana di tipo call prima della sua naturale scadenza poichè mantenendola in vita il suo possessore gode di due benefici: posticipa il giorno in cui dovrà versare il prezzo di esercizio e in più conserva l'elemento assicurativo caratteristico di ogni opzione. Pertanto, nel caso in cui il possessore di una call di tipo americano volesse chiudere la propria posizione prima della data di scadenza del contratto, troverà più conveniente rivendere il contratto (incassando sia il valore intrinseco sia il valore temporale).

Esempio: Il titolo Generali quota oggi, mercoledì 10 ottobre, ad una data ora, 31,08€; Supponiamo di acquistare una opzione call novembre con strike price 32 a 0,3475€, ricordiamo che il lotto minimo di acquisto è 100 e supponiamo di operare con IWBank che ci applica una commissione di 25€ fino a 10 lotti.
Conviene sicuramente, per ammortizzare il costo delle commissioni, comprare 10 lotti.
La spesa è dunque 0,3475 x 100 x 10 = 347,5€ + 25€ di commissioni. Totale 372,5€.
Supponiamo che fra un mese il titolo Generali quoti 33,00€, a questo punto, se volessimo, potremmo esercitare il diritto perchè siamo di 1€ sopra lo strike price.... ma ci conviene?
O ci conviene invece rivendere l’opzione come abbiamo detto precedentemente?
Vediamo:
Caso 1 – Esercitiamo il diritto
In questo caso incassiamo 33,00- 32,00 = 1€ x 100 x 10 = 1000€ ai quali dobbiamo sottrarre la spesa iniziale di 372,5€ per ottenere 627,5€ (le commissioni non le paghiamo se esercitiamo)
Caso 2 – Vendiamo l’opzione
L’opzione quota circa 1,2€ x 100 x 10 = 1200€ ai quali dobbiamo sottrarre 25 euro di commissioni per la vendita e la spesa iniziale sempre di 372,5€ ottenendo 802,5€.
Concludendo se vendiamo guadagnamo 175€ in più che se esercitiamo.

lunedì 8 ottobre 2007

Broker

Comprare e vendere azioni, opzioni e altri strumenti finanziari può essere fatto per mezzo di una banca o un broker attraverso i quali si impartiscono gli ordini, la prima mossa da fare è dunque quella di aprire un conto....ma con chi?
Oggi sono moltissimi i broker e le banche che permettono operatività online praticamente 24 ore su 24 e difficile può essere la scelta di uno piuttosto che l’altro vista l’ampia gamma di servizi da scegliere.
Ovviamente la scelta del broker dipende da molti fattori, tra i più importanti ricordiamo sicuramente:

1. Il costo di apertura del conto e la somma minima da versare per cominciare ad operare;
2. Le commissioni;
3. Il numero dei mercati sui quali operare;
4. L’offerta di piattaforme di trading più o meno evolute;
5. La velocità di risposta al momento dell’invio degli ordini;

Quest'ultimo punto non è fondamentale nel caso in cui l'operatività sia limitata ad un'ora al giorno senza fare trading intraday.
I principali broker per operatività in opzioni sono:

E*TRADE
IWBANK
FINECO
OptionXpress

Sui relativi siti web si possono trovare tutte le informazioni riguardanti le modalità di apertura conto, le commissioni, le tipologie di opzioni trattate e i mercati sui quali operare.

martedì 2 ottobre 2007

Opzioni Isoalfa

Veniamo alle opzioni sulle azioni, le opzioni Isoalfa (Individual Stock Option) sono opzioni che hanno per sottostante le azioni dell’indice S&P/MIB.
Ogni opzione su azione ha un lotto minimo di contrattazione, ad esempio il lotto minimo di opzioni su “Generali” è 100, su “Alitalia” è 1000, su “Capitalia” è 1000, e così via.
Le opzioni Isoalfa sono di stile “americano”, il che significa l’opzione può essere esercitata in qualsiasi momento prima della scadenza.
L’orario di negoziazione è dalle 9:00 alle 17:40 e i contratti di opzione sono quotati in Euro.
La liquidazione del premio negoziato avviene esclusivamente per contanti il primo giorno lavorativo successivo alla data di negoziazione del contratto, attraverso la Cassa di Compensazione e Garanzia
La dimensione del contratto è data dal prodotto fra il valore del prezzo di esercizio (in Euro) ed il rispettivo lotto
Esempio: la dimensione del contratto di opzione sull'azione Enel con prezzo di esercizio pari a 14,0 € e lotto pari a 1000 azioni Enel è 14,0 € x 1000 = 14.000 €
Il premio del contratto è pari al valore del premio dell'opzione moltiplicato per il rispettivo lotto.
Esempio: se il premio dell'opzione sull'azione Enel con prezzo di esercizio pari a 8,0 € è pari a 0,072 €, il premio del contratto ha un valore di 0,072 € x 500 = 36 €
I contratti scadono il terzo venerdì del mese di scadenza alle 8:15 a meno che non si tratti di un giorno di borsa chiusa, nel qual caso il contratto scade il primo giorno di borsa aperta precedente
Le negoziazioni sulle serie in scadenza terminano il giorno precedente il giorno della loro scadenza, alle 17:40 e i prezzi di chiusura giornalieri sono determinati dalla Cassa di Compensazione e Garanzia
L'esercizio anticipato dell'opzione (cosa molto importante) è possibile durante tutta la fase di negoziazione in qualunque giorno compreso tra la prima seduta di negoziazione e l'ultimo giorno di negoziazione. Il giorno di scadenza le opzioni in the money sono esercitate automaticamente.
La liquidazione avviene mediante consegna fisica dei titoli alla Stanza di Compensazione, per il tramite della Cassa di Compensazione e Garanzia, tenuto conto del numero di contratti esercitati e del lotto minimo. Il giorno di liquidazione del contratto coincide con il terzo giorno lavorativo successivo all'esercizio anticipato dell'opzione o al giorno di scadenza della stessa.
Non esiste nessun limite al numero di posizioni aperte o esercitate

Daily Top 50 Calendar Spreads