giovedì 27 settembre 2007

OS&P/MIB

La OS&P/MIB è dunque l’opzione sull’indice (o contratto di opzione sull'indice), si dice che è una opzione di stile europeo (cioè un’opzione che può essere esercitata solo alla scadenza) ed è negoziata dalle 9.00 alle 17.40 tutti i giorni, dal lunedì al venerdì.
Il contratto di opzione sull’indice è quotato in punti indice ed a ciascun punto indice è assegnato un valore pari a 2,5.
La dimensione del contratto è data dal prodotto fra il valore del prezzo di esercizio (espresso in punti indice) ed il valore del moltiplicatore del contratto.
Esempio: la dimensione del contratto di opzione sull'indice S&P/MIB con prezzo di esercizio pari a 40.000 punti indice (circa il valore dell’indice venerdì 21 settembre 2007) è data da 40.000 x 2,5 = 100.000€.
Il premio, cioè il costo o meglio ancora l’esborso che devo effettuare per l’acquisto di tale opzione è pari al valore del premio dell'opzione (espresso in punti indice) moltiplicato per il moltiplicatore del contratto (cioè2,5).
Esempio: il premio del contratto di opzione sull'indice S&P/ MIB con prezzo di esercizio pari a 41.000 punti indice, scadenza ottobre 2007 e premio pari a 310 punti indice è dato da 310 X 2,5 = 775€ + le commissioni che dipendono dal broker.
La liquidazione del premio negoziato avviene esclusivamente per contanti il primo giorno lavorativo successivo alla data di negoziazione del contratto, attraverso la Cassa di Compensazione e Garanzia.
In ciascuna seduta di contrattazione sono contemporaneamente quotate 10 scadenze:
- le 4 scadenze trimestrali del ciclo marzo, giugno, settembre, dicembre
- le 2 scadenze mensili più vicine
- le 4 scadenze semestrali di giugno e dicembre dei 2 anni successivi a quello in corso
Una nuova scadenza mensile (trimestrale o semetrale) viene quotata il primo giorno di borsa aperta successivo all'ultimo giorno di negoziazione della precedente scadenza mensile (trimestrale o semestrale).
Il contratto scade il terzo venerdì del mese di scadenza alle 9:05, se tale giorno la borsa è chiusa, il contratto scade il primo giorno di borsa aperta precedente.
Le negoziazioni di ciascun contratto in scadenza terminano il giorno di scadenza dello stesso, ovvero alle ore 9:05 del giorno di scadenza.
Per ciascuna scadenza sino a 12 mesi i prezzi di esercizio sono generati con intervalli di 500 punti indice. Sono quotati ogni giorno su ciascuna scadenza negoziata almeno 15 prezzi di esercizio: 1 at the money, 7 in the money e 7 out of the money.
Per ciascuna delle 4 scadenze semestrali oltre i 12 mesi i prezzi di esercizio sono generati con intervalli di 1000 punti indice. Sono quotati ogni giorno su ciascuna scadenza negoziata almeno 21 prezzi di esercizio: 1 at the money, 10 in the money e 10 out of the money.

I prezzi di chiusura giornalieri sono determinati dalla Cassa di Compensazione e Garanzia.

Il valore dell'indice S&P/MIB, calcolato sui prezzi di apertura degli strumenti finanziari che lo compongono rilevati il giorno di scadenza, è chiamato prezzo di regolamento. Qualora entro il termine delle negoziazioni non fosse determinato il prezzo di apertura di uno o più strumenti finanziari componenti l'indice, Borsa Italiana ne fissa il prezzo ai fini della determinazione del valore dell'indice, sulla base dei prezzi registrati nell'ultima seduta e tenuto conto di eventuali altri elementi oggettivi a disposizione.
La liquidazione avviene per contanti sulla base della differenza fra il prezzo di esercizio ed il valore di regolamento dell'indice il primo giorno lavorativo successivo alla data di esercizio del contratto, tenuto conto del numero di contratti esercitati e del valore del moltiplicatore.
Esempio:
Supponiamo di acquistare il 26 settembre 2007 una opzione call 40500 ottobre (cioè con scadenza ottobre e prezzo di esercizio pari a 40500) pagando il premio di 530 (punti) X 2,5 (moltiplicatore) =1325€ (+ commissioni); supponiamo che il prezzo di regolamento (cioè il valore dell’indice S&P/MIB a scadenza, venerdì 19 ottobre 2007) sia pari a 41520.
La liquidazione che mi verrà corrisposta sarà pari a 41520-40500 =1020 X 2,5 = 2550€ ottenendo un guadagno pari a 2550€-1325€ = 1225€ (meno le commissioni)
con un profitto pari a circa il 92,5%.

La liquidazione avviene per il tramite della Cassa di Compensazione e Garanzia.
Un’ultima cosa per concludere: le opzioni, come tutti gli strumenti finanziari, possono essere rivendute in qualsiasi momento prima della scadenza, senza dover necessariamente essere esercitate.
Delle opzioni Isoalfa e dei margini parleremo in seguito.

lunedì 24 settembre 2007

Mercato Idem

Il mercato IDEM è il mercato italiano dei prodotti derivati, IDEM stà per ITALIAN DERIVATES MARKET, ed è nato nel Novembre 1994 con l'inizio della negoziazione per via telematica del contratto future sull'indice MIB30 cioè il FIB30.

Parleremo di questo mercato in particolare perchè è italiano, perchè è quello che utilizzeremo come riferimento per parlare di opzioni e perchè forse il fatto di riferirci a qualche cosa di cui abbiamo già sentito parlare (indice S&P/MIB, azioni come Alleanza, Capitalia, Generali) renderà un pò più facile la comprensione degli argomenti che tratteremo, considerando tuttavia il fatto che tutto è applicabile a qualsiasi mercato che tratti Opzioni.

Sull’IDEM sono negoziati contratti che per loro natura "derivano", e per questo sono chiamati derivati, il proprio valore da attività o strumenti sottostanti.
Al mercato IDEM sono trattate le opzioni sull’indice S&P/MIB, le opzioni sulle azioni italiane (Isoalfa), i futures e minifutures sull’indice S&P/MIB e i futures sui singoli titoli.
Le negoziazioni sul mercato IDEM avvengono per via telematica, attraverso un sistema elettronico che garantisce la rapida esecuzione degli ordini.
La liquidità è garantita dalla presenza di operatori market maker (di cui parleremo in seguito) che si impegnano ad esporre proposte in acquisto e in vendita per determinati quantitativi di contratti e sono quelli che, per certi versi, ci assicurano la possibilità di comprare e/o vendere.
Per garantire il buon fine dei contratti negoziati sul mercato IDEM, esiste la "Cassa di Compensazione e Garanzia" (CC&G che vedremo anch'essa in seguito) la quale si pone come garante e assume il ruolo di controparte di tutte le contrattazioni eseguite.
Di tutti i derivati che vengono negoziati all’IDEM a noi interessano l’opzione OS&P/MIB e le opzioni Isoalfa.

lunedì 17 settembre 2007

Opzioni

E’ opinione diffusa che i prodotti derivati come i covered warrant o i futures siano strumenti molto difficili da comprendere e, per questo, molto rischiosi.
Le opzioni non fanno eccezione a questa idea e fino a poco tempo fa il loro utilizzo era relegato a poche persone in possesso del… sapere.
Questo mito è stato sfatato perché in realtà è dimostrato quanto siano strumenti estremamente versatili e, se ben preparati, sfruttabili forse meglio di qualsiasi altro strumento finanziario oggi esistente.
Le opzioni permettono di operare in borsa, almeno all'inizio, con un piccolo capitale, diciamo di 2000, 3000€. Andando avanti con metodo si potrà incrementare tale cifra fino a portarla ad un valore tale , e questo è l'obiettivo, da poter avere una rendita extra (per chi lavora e non vuole mollare) o, addirittura, come unica rendita finanziaria necessaria, come hanno fatto e fanno ancora oggi migliaia di persone nel mondo.
Il bello è che non è necessario stare davanti al computer continuamente, può bastare un'oretta al giorno, a vantaggio di buoni guadagni e, cosa che ritengo importantissima, senza stress.
Le opzioni sono strumenti derivati, come i future, i covered warrant, etc., cioè valori mobiliari derivati dalla contrattazione dei titoli sottostanti.
Per definizione sono dei contratti finanziari che danno il diritto, ma non il dovere, al compratore, appunto di comprare, nel caso di opzioni call, o di vendere, nel caso di opzioni put, una quantità determinata di una qualche attività finanziaria o reale sottostante ad un prezzo determinato, ad una data specifica (opzioni di tipo europeo) oppure entro una data specifica (opzioni di tipo americano).
Per attività finanziaria o reale si intende:
titoli azionari, titoli obbligazionari, indici azionari, futures, tassi di interesse, valute, energia, materie prime, merci, metalli preziosi, etc….
In Italia le opzioni sono trattate al mercato IDEM;
Diverse Banche oggi permettono l'operatività in opzioni mettendo a disposizioni piattaforme di trading avanzatissime;
Si può operare sul mercato italiano e/o su mercati esteri;
Si pagano delle commissioni variabili a seconda del broker o della banca alla quale ci si rivolge;
Per alcune operazioni bisogna versare in deposito un margine di garanzia.

Non voglio entrare troppo in dettaglio sulle affermazioni precedenti, nei prossimi post accennerò a questi argomenti che si trovano ampiamente discussi in numerosi libri alcuni dei quali li trovate nell'elenco dei libri consigliati di questo blog.

venerdì 14 settembre 2007

Ancora sui tassi di interesse... stavolta sul lungo periodo

Abbiamo detto che non esiste legame tra la variazione dei tassi a breve e l’andamento del mercato; nel lungo periodo le cose sono un po’ diverse, vediamo perché.
Se consideriamo gli investitori istituzionali (quelli che devono investire soldi sempre e ad ogni costo) che sono poi coloro che muovono il mercato, possiamo dire che quando i tassi di interesse scendono le borse dovrebbero (dovrebbero!!) salire e questo perchè investire in obbligazioni dovrebbe essere meno conveniente che investire in azioni e viceversa.
La spiegazione è la seguente:
I tassi di interesse obbligazionari sono decisi dal mercato con un preciso riferimento alle politiche monetarie delle banche centrali. Dal mercato perché è il costo dell’obbligazione acquistata che determina il rendimento che otterremo a scadenza e siccome il prezzo delle obbligazioni varia giorno dopo giorno in base agli umori di mercato, varieranno con esso anche i tassi di interesse.
Ma i prestiti alle aziende vengono concessi o dalle banche sotto forma di prestito, fido, etc, o dal mercato tramite le obbligazioni che l’azienda stessa emette; i prestiti alle banche sono concessi infine dalla banca centrale che quindi decide quanto denaro mettere in circolazione e quale tasso applicare.
Dunque, se il tasso deciso dalla banca centrale scende, scendono anche i tassi di interesse delle obbligazioni.
Ma quali sono i motivi per cui la discesa dei tassi di interesse dovrebbe influenzare i mercati?
I motivi sono due:
Primo perché questo permette alle aziende di effettuare maggiori investimenti e maggiore sviluppo ottenendo prestiti ad un costo minore. Gli investitori sceglieranno quindi le azioni perché le prospettive di sviluppo permettono nuovi guadagni.
Secondo perché i rendimenti obbligazionari si abbassano risultando così meno appetibili.

giovedì 13 settembre 2007

Il grande bluff

Sempre, dopo la chiusura di borsa, tutti gli analisti più accreditati tentano di dare una giustificazione a ciò che è successo durante la giornata, attraverso l’analisi di rapporti trimestrali, pubblicazione di dati macroeconomici, fondamentali di alcuni titoli a grossa capitalizzazione, aumento o diminuzione dei tassi di interesse etc.
Il tutto viene fatto, abbiamo detto, a posteriori. Si cerca cioè di trovare una giustificazione a quello che è successo... si deve trovare una giustificazione.
Purtroppo spessissimo l’analisi del comportamento di alcune medesime variabili porta a risultati molto diversi e all’uopo vengono inserite nuove variabili e nuove motivazioni.
Prendiamo per esempio i tassi di interesse.
E’ provato che non esiste nessuna relazione tra l’andamento dei tassi a breve e l’andamento delle borse e questo è vero in più del 90% dei casi eppure in concomitanza di una variazione dei tassi da parte delle banche centrali si giustifica l’andamento della borsa con la variazione di questi, sempre!

giovedì 6 settembre 2007

Pensierino della sera...

Da Milano Finanza Online:

06/09/2007 11.00
La Banca Centrale Europea ha immesso liquidità nel mercato per 42,24 miliardi, tramite un'asta rapida di un giorno, al tasso marginale del 4,06%. Le richieste sono ammontate a 90,89 miliardi da parte di 46 istituti. L'asta di oggi, che segue gli interventi del mese scorso, rientra nelle misure per fronteggiare la crisi del credito innescata dai mutui subprime

05/09/2007 16.00
La vendita delle case esistenti scende del 12,2% a luglio, a dimostrazione che la crisi dei mutui continua a pesare sul settore immobiliare. Il dato è stato rilasciato dall'associazione nazionale degli agenti immobiliari. L'indice dei contratti siglati a luglio scede ai minimi dal settembre 2001 ed è nettamente superiore al -2,5% atteso dagli analisti.

05/09/2007 13.15
Gli Stati Uniti dovrebbero riuscire a scongiurare la recessione che spesso segue le crisi del mercato immobiliare grazie alla spesa al consumo. Lo sostiene Jean-Philippe Cotis, capo economista dell'Ocse. Cotis, in particolare, ha sottolineando che la moderazione della crescita occupazionale dell'ultima fase espansionistica non costringerà le imprese a tagli di organici, con il risultato che la spesa al consumo dovrebbe tenere e sostenere la crescita economica. Ciò non toglie, ha concluso, che il calo dell'immobiliare Usa è stato maggiore delle attese e, probabilmente, l'economia Usa si avvia verso un netto rallentamento nella seconda metà dell'anno



Chissà che cosa farà ora la BCE con i tassi di interesse!!

Regole per il trading

1. Metodo

Innanzitutto bisogna studiare, testare ed utilizzare un metodo che poi utilizzeremo sempre;
Di solito un metodo semplice è più efficace perchè più facilmente applicabile e ripetibile (ovviamente deve funzionare in buona percentuale ma a questo ci pensano i test).
L’acquisto di un’azione o un’opzione in base alla tenuta di un supporto significa applicare l’analisi tecnica ma il metodo deve andare oltre, deve dire per esempio quanto investire, dove posizionare lo stop e dove il target e altro ancora.
Qualcuno ha scritto che per imparare una cosa bene bisogna fare la stessa cosa per almeno 21 volte, sembra sia scientificamente provato, tentar non nuoce.

2. Disciplina

La disciplina nell’applicazione delle regole di trading che ci siamo dati è una cosa fondamentale. Soprattutto nel trading con alcuni strumenti derivati il posizionamento dello stop loss o l’uscita dal trade, anche in caso positivo, non sono cose che possono essere impostate nel sistema e che intervengono in modo automatico.
Siamo noi a decidere quando e come e psicologicamente bisogna essere molto preparati...

3. Time frame – Livello di stress

L’importanza del time frame è legata a due cose, il tempo a disposizione per il trading ed il livello di stress.
Per chi lavora ovviamente il primo fattore è importantissimo, non bisogna fare trading quando si può essere costretti ad interrompere all’improvviso; ogni trade va preparato con giudizio e consapevolezza; lo scalping lo lasciamo a chi può permettersi di farlo... e non mi riferisco solo al tempo.
Ancor più importante secondo me è il livello di stress che siamo in grado di gestire.
Le opzioni ci permettono di controllare lo stress più di altri strumenti derivati, si può operare anche solo un’ora al giorno (per monitorare) e guadagnare somme rilevanti.

4. Studio

Lo studio deve essere costante... non si finisce mai di imparare. Analisi tecnica, fondamentale, techniche nuove, tutto serve anche se molte cose non le utilizzeremo mai!

5. Controllo del rischio

La gestione del rischio è il più importante di tutti altri aspetti tecnici, saper gestire il rischio significa poter continuare a fare trading in condizioni apparentemente sfavorevoli; controllare e limitare le perdite in un trade significa poterne seguire altri in seguito. Con le opzioni il rischio è costantemente sotto controllo.

6. Perdere fa parte del gioco

Perdere è inevitabile
Non si può vincere senza perdere qualcosa, questo vale sempre, in ogni campo.
Le perdite, ovviamente da limitare, devono però essere interpretate come l’investimento del trader per portare il guadagno desiderato

martedì 4 settembre 2007

Risk Management

Per motivi di lavoro sto scrivendo una procedura sul Risk Management di grandi progetti di impianti petrolchimici e mi sono confrontato con parole come identificazione e analisi dei rischi, valutazione, mitigazione, gestione.
E'abbastanza intuitivo capire che in progetti di grandissime dimensioni (e costi) bisogna (o bisognerebbe)tenere tutto sotto controllo.
Questo non significa eliminare ogni possibile criticità (si pensi alla possibilità di accadimento di un evento catastrofico naturale come un terremoto) ma significa identificare tale rischio come possibile, associandogli una probabilità di accadimento x, e prevedere un piano di gestione di tale evento nel caso si verificasse realmente.
Nel trading è un pò la stessa cosa, non importa molto (ovviamente entro certi limiti) essere certi di aver azzeccato un trade (non una previsione - attenzione alla differenza tra tradabilità e previsione), l'importante è saperlo gestire in ogni caso, sia in senso positivo sia in senso negativo.
La consapevolezza del rischio ed il suo controllo sono la chiave di tutto.
In generale questo si può fare sempre e con qualsiasi strumento finanziario, il vantaggio delle opzioni è che tutto è enormemente più facile.

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