Fare trading con le opzioni permette, e questo è uno dei vantaggi, di sapere quale rischio corriamo fin dall’apertura del trade.
Se compro un’opzione, al massimo perdo il premio pagato sia essa call o put.
Se utilizzo una strategia sintetica, vale la stessa cosa (quasi sempre), per lo meno se utilizzo spread di tipo verticale.
Quando invece vendo allo scoperto, opzioni call o put, o utilizzo spread di tipo orizzontale come calendar o diagonal spread, la situazione cambia.
Per le negoziazioni concluse sul mercato delle opzioni infatti, così come per altri derivati, l'acquirente e il venditore non sono obbligati tra loro per l'esecuzione contrattuale, ma nei confronti della Cassa di Compensazione e Garanzia (per il mercato italiano), che diviene sistematicamente la controparte di tutte le contrattazioni eseguite sul mercato contestualmente all' esecuzione e garantisce il buon fine della compensazione e la liquidazione delle posizioni.
La Cassa di Compensazione e Garanzia (CC&G) ad inizio giornata acquisisce dagli aderenti i margini iniziali relativi alle posizioni in essere alla sera precedente. Gli aderenti (diciamo i broker, le banche) devono a loro volta acquisire dai clienti i margini iniziali in tempo utile per la costituzione dei margini iniziali presso la Cassa.
I margini iniziali hanno il compito di coprire la CC&G da variazioni potenziali del prezzo del contratto durante la giornata di negoziazione. Cosi la Cassa è in grado di liquidare se necessario, la posizione, senza incorrere in perdite. Il calcolo dei margini iniziali avviene su base giornaliera affinché sia adeguato al valore corrente di mercato della posizione.
Ma come vengono calcolati questi margini?
Innanzitutto diciamo che il margine iniziale è dato dalla somma di due diversi tipi di margine, quello sul premio e quello ordinario:
Il primo ha la funzione di rivalutare i costi o i ricavi teorici di liquidazione ai valori correnti di mercato e rappresenta quindi un credito teorico per il compratore e un debito per il venditore ed è pari al valore corrente dell’opzione stessa (se compro una call e la pago 800€, questo è il valore del margine sul premio).
Il secondo ha la funzione di valutare la perdita massima ragionevolmente possibile, nell’ipotesi di variazione dei prezzi di mercato dell’attività sottostante, all’interno di quello che viene chiamato “Intervallo del Margine” e cioè un range percentuale massimo entro il quale il sottostante si muoverà durante la giornata. Se dunque, il sottostante si movesse in modo avverso alla posizione del trader e quest’ultimo risultasse insolvente, la Cassa di compensazione e garanzia potrebbe liquidare la posizione anche nelle condizioni più sfavorevoli.
Facciamo un esempio per chiarire meglio.
Se volessimo vendere allo scoperto 10 posizioni Call Enel scadenza Novembre e Strike price 8,4 quanto ci chiederebbe (più o meno) la Cassa come margine iniziale?
Supponiamo che il prezzo della call sia 0,046x500x10 = 230€; al netto delle commissioni (25€ se ipotizziamo sempre di utilizzare IWbank come intermediario) avremo 205€, che sarebbe il nostro guadagno se il titolo non raggiungesse a scadenza (il 16 Novembre) quota 8,4€.
La Cassa ci richiederebbe 230€ di Margine su Premio più il Margine iniziale Ordinario.
Per calcolare quest’ultimo, diciamo che l’intervallo di margine sia ±10% della variazione del titolo. Se il titolo oggi quotasse 8,2 l’intervallo sarebbe da circa 7,4 a circa 9. La cassa calcolerebbe la perdita o il guadagno dell’opzione in questo intervallo e prenderebbe la perdita massima come margine:
se la perdita calcolata fosse di 0,6€ (a + 10% di variazione del titolo) avremmo 0,6x500x10 = 3000€.
Il margine totale richiesto dalla CC&G sarebbe dunque pari a 3000+320 = 3230€ per un ritorno (se tutto andasse bene ) di 205€ (6-7% di guadagno).
Se compro un’opzione, al massimo perdo il premio pagato sia essa call o put.
Se utilizzo una strategia sintetica, vale la stessa cosa (quasi sempre), per lo meno se utilizzo spread di tipo verticale.
Quando invece vendo allo scoperto, opzioni call o put, o utilizzo spread di tipo orizzontale come calendar o diagonal spread, la situazione cambia.
Per le negoziazioni concluse sul mercato delle opzioni infatti, così come per altri derivati, l'acquirente e il venditore non sono obbligati tra loro per l'esecuzione contrattuale, ma nei confronti della Cassa di Compensazione e Garanzia (per il mercato italiano), che diviene sistematicamente la controparte di tutte le contrattazioni eseguite sul mercato contestualmente all' esecuzione e garantisce il buon fine della compensazione e la liquidazione delle posizioni.
La Cassa di Compensazione e Garanzia (CC&G) ad inizio giornata acquisisce dagli aderenti i margini iniziali relativi alle posizioni in essere alla sera precedente. Gli aderenti (diciamo i broker, le banche) devono a loro volta acquisire dai clienti i margini iniziali in tempo utile per la costituzione dei margini iniziali presso la Cassa.
I margini iniziali hanno il compito di coprire la CC&G da variazioni potenziali del prezzo del contratto durante la giornata di negoziazione. Cosi la Cassa è in grado di liquidare se necessario, la posizione, senza incorrere in perdite. Il calcolo dei margini iniziali avviene su base giornaliera affinché sia adeguato al valore corrente di mercato della posizione.
Ma come vengono calcolati questi margini?
Innanzitutto diciamo che il margine iniziale è dato dalla somma di due diversi tipi di margine, quello sul premio e quello ordinario:
Il primo ha la funzione di rivalutare i costi o i ricavi teorici di liquidazione ai valori correnti di mercato e rappresenta quindi un credito teorico per il compratore e un debito per il venditore ed è pari al valore corrente dell’opzione stessa (se compro una call e la pago 800€, questo è il valore del margine sul premio).
Il secondo ha la funzione di valutare la perdita massima ragionevolmente possibile, nell’ipotesi di variazione dei prezzi di mercato dell’attività sottostante, all’interno di quello che viene chiamato “Intervallo del Margine” e cioè un range percentuale massimo entro il quale il sottostante si muoverà durante la giornata. Se dunque, il sottostante si movesse in modo avverso alla posizione del trader e quest’ultimo risultasse insolvente, la Cassa di compensazione e garanzia potrebbe liquidare la posizione anche nelle condizioni più sfavorevoli.
Facciamo un esempio per chiarire meglio.
Se volessimo vendere allo scoperto 10 posizioni Call Enel scadenza Novembre e Strike price 8,4 quanto ci chiederebbe (più o meno) la Cassa come margine iniziale?
Supponiamo che il prezzo della call sia 0,046x500x10 = 230€; al netto delle commissioni (25€ se ipotizziamo sempre di utilizzare IWbank come intermediario) avremo 205€, che sarebbe il nostro guadagno se il titolo non raggiungesse a scadenza (il 16 Novembre) quota 8,4€.
La Cassa ci richiederebbe 230€ di Margine su Premio più il Margine iniziale Ordinario.
Per calcolare quest’ultimo, diciamo che l’intervallo di margine sia ±10% della variazione del titolo. Se il titolo oggi quotasse 8,2 l’intervallo sarebbe da circa 7,4 a circa 9. La cassa calcolerebbe la perdita o il guadagno dell’opzione in questo intervallo e prenderebbe la perdita massima come margine:
se la perdita calcolata fosse di 0,6€ (a + 10% di variazione del titolo) avremmo 0,6x500x10 = 3000€.
Il margine totale richiesto dalla CC&G sarebbe dunque pari a 3000+320 = 3230€ per un ritorno (se tutto andasse bene ) di 205€ (6-7% di guadagno).