E’ opinione diffusa che i prodotti derivati come i covered warrant o i futures siano strumenti molto difficili da comprendere e, per questo, molto rischiosi.
Le opzioni non fanno eccezione a questa idea e fino a poco tempo fa il loro utilizzo era relegato a poche persone in possesso del… sapere.
Questo mito è stato sfatato perché in realtà è dimostrato quanto siano strumenti estremamente versatili e, se ben preparati, sfruttabili forse meglio di qualsiasi altro strumento finanziario oggi esistente.
Le opzioni permettono di operare in borsa, almeno all'inizio, con un piccolo capitale, diciamo di 2000, 3000€. Andando avanti con metodo si potrà incrementare tale cifra fino a portarla ad un valore tale , e questo è l'obiettivo, da poter avere una rendita extra (per chi lavora e non vuole mollare) o, addirittura, come unica rendita finanziaria necessaria, come hanno fatto e fanno ancora oggi migliaia di persone nel mondo.
Il bello è che non è necessario stare davanti al computer continuamente, può bastare un'oretta al giorno, a vantaggio di buoni guadagni e, cosa che ritengo importantissima, senza stress.
Le opzioni sono strumenti derivati, come i future, i covered warrant, etc., cioè valori mobiliari derivati dalla contrattazione dei titoli sottostanti.
Per definizione sono dei contratti finanziari che danno il diritto, ma non il dovere, al compratore, appunto di comprare, nel caso di opzioni call, o di vendere, nel caso di opzioni put, una quantità determinata di una qualche attività finanziaria o reale sottostante ad un prezzo determinato, ad una data specifica (opzioni di tipo europeo) oppure entro una data specifica (opzioni di tipo americano).
Per attività finanziaria o reale si intende:
titoli azionari, titoli obbligazionari, indici azionari, futures, tassi di interesse, valute, energia, materie prime, merci, metalli preziosi, etc….
In Italia le opzioni sono trattate al mercato IDEM;
Diverse Banche oggi permettono l'operatività in opzioni mettendo a disposizioni piattaforme di trading avanzatissime;
Si può operare sul mercato italiano e/o su mercati esteri;
Si pagano delle commissioni variabili a seconda del broker o della banca alla quale ci si rivolge;
Per alcune operazioni bisogna versare in deposito un margine di garanzia.
Non voglio entrare troppo in dettaglio sulle affermazioni precedenti, nei prossimi post accennerò a questi argomenti che si trovano ampiamente discussi in numerosi libri alcuni dei quali li trovate nell'elenco dei libri consigliati di questo blog.