Abbiamo detto che non esiste legame tra la variazione dei tassi a breve e l’andamento del mercato; nel lungo periodo le cose sono un po’ diverse, vediamo perché.
Se consideriamo gli investitori istituzionali (quelli che devono investire soldi sempre e ad ogni costo) che sono poi coloro che muovono il mercato, possiamo dire che quando i tassi di interesse scendono le borse dovrebbero (dovrebbero!!) salire e questo perchè investire in obbligazioni dovrebbe essere meno conveniente che investire in azioni e viceversa.
La spiegazione è la seguente:
I tassi di interesse obbligazionari sono decisi dal mercato con un preciso riferimento alle politiche monetarie delle banche centrali. Dal mercato perché è il costo dell’obbligazione acquistata che determina il rendimento che otterremo a scadenza e siccome il prezzo delle obbligazioni varia giorno dopo giorno in base agli umori di mercato, varieranno con esso anche i tassi di interesse.
Ma i prestiti alle aziende vengono concessi o dalle banche sotto forma di prestito, fido, etc, o dal mercato tramite le obbligazioni che l’azienda stessa emette; i prestiti alle banche sono concessi infine dalla banca centrale che quindi decide quanto denaro mettere in circolazione e quale tasso applicare.
Dunque, se il tasso deciso dalla banca centrale scende, scendono anche i tassi di interesse delle obbligazioni.
Ma quali sono i motivi per cui la discesa dei tassi di interesse dovrebbe influenzare i mercati?
I motivi sono due:
Primo perché questo permette alle aziende di effettuare maggiori investimenti e maggiore sviluppo ottenendo prestiti ad un costo minore. Gli investitori sceglieranno quindi le azioni perché le prospettive di sviluppo permettono nuovi guadagni.
Secondo perché i rendimenti obbligazionari si abbassano risultando così meno appetibili.